Spremuta di Maremma: il Ciliegiolo 2016 di Antonio Camillo

Non avevo ancora assaggiato nessuno dei frutti enoici della mia scorribanda settembrina in Maremma. Ho scelto la serata di ieri per porre rimedio a questa mancanza e stappare una delle bottiglie che mi sono riportato a Roma da quello splendido week end trascorso tra colline meravigliose e splendidi borghi.
L’apertura del Ciliegiolo 2016 di Antonio Camillo (Maremma Toscana Doc Ciliegiolo) mi ha riportato subito con la mente tra le vie di Manciano, Montemerano, Pitigliano e Sovana e prima ancora di versare il vino nel calice mi è scappata una lacrimuccia di nostalgia per quei luoghi.

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Rigogolo, il canto ammaliante e longevo dell’Albana di Andrea Bragagni

Un gioco di rimandi incessanti sul filo dell’eresia e della sacralità. Un vino emotivo di quelli che ti smuovono la pancia e ti squassano la mente. Meravigliosamente inaspettato. Caleidoscopio di profumi e di emozioni. Il Rigogolo di Andrea Bragagni, da Brisighella, è ruvido e gentile, ti sconvolge e poi ti riconcilia con la terra, con i tuoi ricordi, con le persone. Un vino “colorato” come il simpatico pennuto da cui prende il nome e molto, molto longevo.

Autentico figlio della Romagna, verace e terragno, in tutte le sue sfaccettature. L’uva da cui si ottiene questo Ravenna Bianco Igt originale e per nulla convenzionale è l’Albana, vitigno a lungo bistrattato e sottovalutato dagli stessi produttori locali ma capace di regalare vini dalla forte personalità.  Continua a leggere

Susucaru 2016 di Frank Cornelissen: una bevuta dalle piacevoli conseguenze

“De Frank Cornelissen”, ovvero di quel meraviglioso pazzo belga innamorato dell’Etna al punto da eleggerlo a luogo ideale per viverci e farci il vino, con la V maiuscola. Se nessuno ha mai fatto un trattato su quest’uomo e sui suoi strepitosi vini, io mi candido volentieri alla fatica immane di imprigionare quest’anima ribelle e la sua filosofia in un volume da tramandare ai posteri.

Come scrive Andrea Petrini sul suo blog, Percorsi di Vino:

“Frank Cornelissen ama la viticoltura naturale e il Nerello Mascalese che, a suo modo di vedere, possiede il frutto e l’eleganza del Pinot Nero di Borgogna e i tannini asciutti del grande Nebbiolo Piemontese.
Diventato quasi un maestro Zen nel suo campo, fonda la sua filosofia produttiva sul principio che l’uomo è incapace di capire la Natura nella sua totalità, la sua complessità e le sue interazioni e, per tale motivo, osservando i vari cambiamenti energetici e cosmici, ha scelto di assecondare Madre Natura anziché fare di testa propria.
Tutto questo per dire che il nostro vignaiolo lascia la sua terra completamente libera, non solo dalla chimica, ma anche da tutte le altre lavorazioni, anche di tipo biodinamico, perché dimostrerebbero l’incapacità dell’uomo di assecondare la Natura”.

Purtroppo non ho ancora avuto la fortuna di incontrare Cornelissen, ma presto spero di avere un po’ di tempo per andare a scovarlo a Solicchiata, pendici nord dell’Etna, dove ha materializzato in vini da sogno l’essenza della Montagna, come la chiamano da quelle parti. Per ora, in attesa di potermi dedicare al “De Frank Cornelissen”, mi limito a raccontare una delle personali e recentissime esperienze d’assaggio di uno dei suoi eccezionali vini, il Susucaru, bevuto non da solo. Continua a leggere

La pinkwinelist 2017: i 10 rosati più cool di quest’estate (appena trascorsa)

La torrida estate 2017 è nella sua fase conclusiva e con colpevole ritardo propongo ai pochi e affezionati lettori di questo presuntuoso blog la mia personalissima selezione dei 10 rosati dell’estate appena trascorsa. Una selezione “postuma” rispetto all’uscita delle due edizioni precedenti di questa “rubrica” tanto attesa (solo dal sottoscritto, ne sono consapevole, ma vi prego, fatemi vivere nell’illusione di avere un grande seguito).


Per il terzo anno consecutivo, quindi, vi propongo una finestra sull’assaggio di alcuni esemplari di una categoria di vini goduriosi che ancora in molti considerano poco. Alcuni perché convinti assertori del dogma che i rosati non sono né carne né pesce, altri perché hanno avuto la sfortuna di imbattersi in vini pessimi nei loro battesimi in rosa e si sono convinti che bene o male tutti i rosati siano quelle dolciastre e Continua a leggere

Gradoli, il vigneto di Andrea Occhipinti danneggiato dalle fiamme

Una carogna, non c’è altro modo per definirlo chiunque esso sia, ha dato fuoco alle splendide vigne di Andrea Occhipinti, uno dei produttori di vino di eccellenza che il Lazio, e non solo, può vantare.
Andrea è uno dei tanti vignaioli indipendenti che ho avuto la fortuna e il piacere di conoscere in questi anni di avvicinamento al mondo del vino, un ragazzone pieno di talento e umiltà e dotato di una passione vera per la sua terra.
Questo sfregio al suo meraviglioso vigneto affacciato sul lago di Bolsena è un atto vile che ha distrutto anni di sacrifici e di amore che Andrea ha dato alla sua terra. I suoi sforzi, negli anni sono stati tradotti in vini naturali strepitosi, autentici interpreti di quel terroir magico che è Gradoli (VT). Mi auguro che tutto questo (non conosco ancora bene l’entità del danno, ma a giudicare dalle foto che Andrea ha postato sul suo profilo facebook non sembra lieve) non sia in grado di mettere a dura prova la sua attività. Spero che Andrea (e chi come lui subisce questo genere di atti), non molli, non si faccia prendere dallo sconforto e riprenda presto a regalarci grandi vini e che la giustizia, sia essa terrena o divina, trovi il modo di fare il suo corso e punire la mano vigliacca che ha fatto questo.

Foto di Andrea Occhipinti

Come scrivono gli amici di Storie di Vite  Continua a leggere

Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti a Roma: sorprese e assaggi (per me) imperdibili

Duecentododici vignaioli indipendenti con quasi mille vini da poter assaggiare.  La prima edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti FIVI al Salone delle Fontane di Roma (all’EUR)  sabato 13 e domenica 14 maggio 2017 è riuscita alla grande e ha regalato una due giorni di vacanza in paradiso per gli appassionati del mondo del vino. Ne scrivo oltre un mese dopo? Amen. Pigrizia e impegni vari mi tengono lontano dal blog.  Per fortuna non devo risponderne a un editore.

L’appuntamento, realizzato in collaborazione con Daniele De Ventura di Little Market e fortemente voluto dagli stessi vignaioli, soprattutto per andare incontro a chi a causa della distanza non è mai riuscito a partecipare all’appuntamento di Piacenza di fine novembre, ha avuto anche un valore istituzionale perché, come spiega Matilde Poggi, presidente FIVI: “Spostarsi verso sud per noi è una priorità ma Roma ha  anche un significato simbolico. È lì che hanno sede le istituzioni ed è lì che vogliamo far sentire sempre di più la voce degli oltre mille Vignaioli Indipendenti di tutta Italia”.

Quello che, nello scenario di marmorea e slanciata architettura littoria del Salone delle Fontane, ha visto migliaia di persone affollarsi agli oltre 200 banchetti dei vignaioli è stato un vero e proprio mercato. L’atmosfera non era esattamente quella di un suk, ma tra cestini e carrellini (sì, c’erano anche quelli perché come a Piacenza, anche a Roma è stato possibile acquistare i vini in degustazione) i numerosi appassionati e i tantissimi curiosi alle prime armi (ce n’erano molti più di quanto potessi pensare) hanno avuto l’occasione quasi unica, di ascoltare direttamente il racconto di chi tutti i giorni vive la vigna e si confronta costantemente con il territorio. Continua a leggere

Rhesan 2014 Cristina Menicocci – Lazio Igp bianco Trebbiano

 

Passeggiare nella campagna di un piccolo borgo laziale in una giornata assolata. Questo è bere Rhesan di Cristina Menicocci. Un trebbiano che parla al cuore con sincerità e solarità e racconta del suo territorio. Un vino verace e gioviale che ha un ottimo rapporto con l’ossigeno, non lo teme. Anzi lo accoglie e se ne nutre al punto da Continua a leggere