Scuro, succulento e polposo…arriva dalla Transilvania il vino adatto ai vampiri: Crepuscul by Liliac

Se dico Transilvania, a cosa pensate? Non bluffate, so benissimo che il primo pensiero è per lui. Cultori dell’horror, amanti del romanzo gotico dell’Ottocento o nulla di tutto questo, tutti, e dico tutti, alla parola Transilvania associate il nome Dracula e non senza un sottile brivido che corre lungo la schiena richiamate alla mente una serie di immagini poco rassicuranti: bianchi canini aguzzi, rivoli di sangue, stormi di pipistrelli, notti tempestose, tramonti nebbiosi e manieri arroccati su picchi rocciosi inaccessibili.

Uno scorcio paesaggistico della Transilvania

Uno scorcio paesaggistico della Transilvania

E come biasimarvi se le suggestioni letterarie di Bram Stoker e quelle cinematografiche di Francis Ford Coppola hanno letteralmente trasformato verdi vallate, fitti boschi e graziosi borghi di architetture in stile teutonico (per intenderci osservando alcune foto che potete trovare comodamente in rete sembra di stare in Alto Adige o nel Tirolo austriaco) in brumosi territori di caccia per sanguinari vampiri? Cerchiamo di ristabilire l’ordine. La Transilvania è il cuore della Romania, non solo geograficamente parlando ma anche dal punto di vista vitivinicolo. Quindi, Transilvania vuol dire vino, e da parecchio anche. Continua a leggere

Un incontro sorprendente: Grasa de Cotnari, nobile nettare rumeno

La potete chiamare globalizzazione. Qualcuno in maniera del tutto errata potrebbe definirla quasi un’invasione di campo. Per me è invece un’appagante scoperta, frutto della mia naturale curiosità. Si dice che la curiosità uccise il gatto, ma io non riesco proprio a resistere alla tentazione di scoprire cosa portano in dote altri popoli e altre terre, qual è il loro bagaglio di esperienze, di tradizioni e di storie. Da sempre l’Italia è terra di vini e lo è anche la Francia, così come lo sono la Spagna e il Portogallo, lo è sempre stata la Grecia e le repubbliche balcaniche nate dallo smembramento dell’ex Jugoslavia, soprattutto Slovenia e Croazia, lo è l’Ungheria con il suo Tokaji dal nome ‘scippato’ al nostrano friulano e lo è anche la Romania. Ormai da un bel po’ di anni una vera e propria diaspora ha portato in Italia tanti abitanti di quella che gli antichi romani chiamavano Dacia e che da qualche anno è diventato membro dell’Unione europea, e inevitabilmente con l’allargarsi della comunità rumena in Italia sugli scaffali dei supermercati delle nostre città sono spuntati prodotti tipici di quella terra incastrata tra il Danubio, il Mar Nero e i Carpazi. Nel mio caso quel che più ha attirato la mia attenzione è stata un’insolita bottiglia trasparente con dentro un liquido giallo scarico con un etichetta gialla che recitava: Grasa de Cotnari. Al primo incontro ha vinto la diffidenza, volevo saperne un po’ di più prima di prenderne una bottiglia.

Romania Mappa regioni vinicoleIn generale è sempre bene ricordate che la Romania è tra i paesi dalla più lunga tradizione vinicola al mondo (ci sono testimonianze di vino fino a 6000 anni fa, quindi ben precendenti all’Impero Romano) e si spiega facilmente guardando la posizione centrale del paese e direttamente contigua alla Georgia, paese simbolo di origine della Vitis Vinifera. La Romania è terra di vini bianchi, anche dolci muffati con una certa storia e blasone e di promettenti vini rossi a base Merlot e altre uve internazionali. Di recente (1998) è stata istituita una classificazione basata sul modello Europeo con con vini da pasto, vini di qualità superiore (VS), di qualità con denominazione di origine (VSO) e di qualità speciale e grado di qualità (VSOC). Continua a leggere