La pinkwinelist 2017: i 10 rosati più cool di quest’estate (appena trascorsa)

La torrida estate 2017 è nella sua fase conclusiva e con colpevole ritardo propongo ai pochi e affezionati lettori di questo presuntuoso blog la mia personalissima selezione dei 10 rosati dell’estate appena trascorsa. Una selezione “postuma” rispetto all’uscita delle due edizioni precedenti di questa “rubrica” tanto attesa (solo dal sottoscritto, ne sono consapevole, ma vi prego, fatemi vivere nell’illusione di avere un grande seguito).


Per il terzo anno consecutivo, quindi, vi propongo una finestra sull’assaggio di alcuni esemplari di una categoria di vini goduriosi che ancora in molti considerano poco. Alcuni perché convinti assertori del dogma che i rosati non sono né carne né pesce, altri perché hanno avuto la sfortuna di imbattersi in vini pessimi nei loro battesimi in rosa e si sono convinti che bene o male tutti i rosati siano quelle dolciastre e Continua a leggere

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La pinkwinelist 2016: i 10 rosati più cool da bere quest’estate

L’estate è esplosa già da un pezzo e in ritardo rispetto allo scorso anno mi ripresento con la mia personale selezione di rosati per la stagione. Oggi più che mai il mondo beve rosa, grazie a Bacco, i rosati sono tornati di moda, in estate impennano le vendite, e non serve spendere un patrimonio per accaparrarsi una buona bottiglia.

rosati estate

A lungo, forse per troppo tempo sono stati sottovalutati, per via della loro indole di vini freschi e beverini, profumati e dall’approccio “easy” sono  stati considerati vini “da signorine”, ma ora l’aria è cambiata e  vengono da qualche anno apprezzati per la loro versatilità che li rende adatti a molte occasioni e talvolta sorprendenti nella loro complessità.  Continua a leggere

Sorprendenti bollicine umbre: Brut Millesimato 2012 Lungarotti

Sebbene sia diventato negli ultimi due anni un ultras sfegatato delle bollicine al punto da osare abbinamenti che qualcuno definirebbe inenarrabili, se dovessi indicare quale sia il periodo più adatto per farsi solleticare il palato dalla piacevole effervescenza di uno spumante non posso che dire che l’estate è la stagione decisamente più adatta. La temperatura di servizio (obbligatoriamente mallozziane*), il tenore alcolico non eccessivo e una cucina più leggera (piatti con frutta fresca, verdure di stagione e soprattutto pesci e crostacei) fanno degli sparkling wines i partners migliori per i pasti della calda stagione. L’Italia vanta un bel panorama di bollicine di grande qualità a volte reperibili a prezzi onesti anche sugli scaffali della Gdo. Facendo molta attenzione a evitare il ciarpame di cui sono (ahinoi) troppo spesso colmi, questi scaffali possono regalarvi a volte vere sorprese come quella che è capitata a me. Continua a leggere

I Migliori Vini Italiani di Luca Maroni sbarcano a Roma: 64 le etichette premiate

L’edizione 2015 de “I Migliori Vini Italiani” è stata un grande successo per gli organizzatori e per gli appassionati. Dopo averla presentata a Frascati, Milano e Firenze, Luca Maroni ha svelato la sua ultima fatica, l’Annuario dei Migliori Vini Italiani 2015, arrivato alla sua 22esima edizione, anche nella Capitale. La quattro giorni dedicata all’eccellenza dell’enologia italiana si è svolta ancora una volta nella suggestiva cornice del Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia, dal 12 al 15 febbraio, e ha ottenuto il favore di un pubblico nutrito di enoappassionati e di semplici curiosi che si sono avvicendati ai banchi d’assaggio per degustare le 64 etichette premiate dal celebre critico e degustatore, ma non solo.

I_Migliori_Vini_per_Luca_Maroni
La serata inaugurale della kermesse, giunta alla sua ventiduesima edizione, ha visto la proclamazione dei vincitori delle varie sezioni e la consegna di alcuni premi speciali come quello conferito al produttore Castellini, che grazie ad una fortuita scoperta, si è ritrovato nel giardino di casa la vigna di Leonardo Da Vinci, a questi donata da Ludovico il Moro come ricompensa per la creazione del celeberrimo affresco del Cenacolo. Dopo intensi studi e scavi, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano è stato possibile procedere al reimpianto delle radici sopravvissute, e si attenderà la prima vendemmia per giudicare la riuscita dell’operazione simbolica di salvataggio.

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Un vino per San Valentino? Semplicemente quello che piace di più a entrambi

“Mi daresti un consiglio?”

“Certo, chiedi pure”.

“Che vino mi suggerisci per festeggiare San Valentino?”

“Ehm…”

A volte gli amici riescono a farti delle domande alle quali non esiste una risposta esatta, o meglio non ne esiste solo una e allo stesso tempo, nessuna di quelle che puoi offrire può risultare quella giusta. La domanda potrebbe essere mal posta e la mia risposta potrebbe essere senza dubbio poco soddisfacente per ciascuno di voi. Il vino lo si può abbinare al cibo, sicuramente si può scegliere di stappare un’etichetta prestigiosa per particolari occasioni, ma per quale ragione dovrebbe esserci un vino particolare da adattare alla festa degli innamorati? san valentino 2

Così su due piedi mi viene da consigliarvi di prendere una bella bottiglia di Champagne, magari un Krug o un DomPerignon d’annata (se non volete correre rischi controllate le annate migliori). Se però mi fermo un secondo e penso all’amore e alla passione in termini cromatici allora mi viene quasi naturale spingervi verso una bottiglia di rosso. Ok, ma quale? E se fosse un rosso con le bollicine? Magari una bella bottiglia di Lambrusco, o di Barbera frizzante? Perché non una Bonarda dell’Oltrepò Pavese, o meglio ancora un Brachetto? Però le bollicine non piacciono a tutti… Continua a leggere

Metti un sabato a Orvieto…

Metti un sabato di lavoro a Orvieto. Sveglia all’alba e come un mantra parte la sequela di maledizioni verso l’ideatore del convegno politico che ti costringe alla levataccia, perché la sessione di dibattito inizia alle 9.00 e per esser a quell’ora operativi nella splendida cittadina è necessario acciuffare necessariamente un treno, che da Roma mi conduca in terra umbra, intorno alle 7.00. Tra acrobazie di ogni tipo, senza aver fatto colazione parto dalla stazione di Roma Termini alla volta di Velzna (è il nome etrusco di Orvieto).

L’arrivo è previsto per le 8.30 e quindi per un’oretta mi immergo nella lettura delle informazioni sulla città e sulle  prelibatezze enologiche della zona che sono riuscito a stampare il giorno prima.

L’Orvieto è uno dei vini italiani più famosi, in Italia e nel mondo. I primi a coltivare la vigna, scoprendo la vocazione di questi terreni, furono gli Etruschi, i quali facevano fermentare i mosti nelle grotte scavate nella rupe tufacea su cui si erge la cittadina. Durante tutto il Medioevo, il periodo di maggiore ricchezza della città di Orvieto, l’Orvieto divenne il vino dei papi e divenne una delle principali risorse per finanziare la costruzione dello stesso Duomo: gli appalti per la costruzione dell’edificio, ma persino le commesse per la realizzazione di opere d’arte e affreschi vennero in parte pagati proprio con il preziosissimo vino. Continua a leggere