Sardinia old style – Il fascino dei bianchi di Altea Illotto da uve Nasco e Nuragus

Personalmente ho sempre considerato i vini ottenuti da vitigni autoctoni di una regione, come quelli in grado di restituire in maniera più fedele nel bicchiere l’autentica espressione del terroir di appartenenza. Ho imparato grazie a diverse esperienze di assaggio e soprattutto grazie a questi primi mesi del corso da sommelier che non si tratta di una verità assoluta e che esistono casi in cui anche un vitigno alloctono è in grado di riprodurre a modo suo, con sfaccettature oltremodo interessanti, l’anima (o comunque alcuni aspetti) del terroir.

vigneto luglio

Ovviamente non sto parlando in alcun modo della qualità assoluta di un vino, sia chiaro. Ciò a cui mi riferisco è più facilmente riconducibile all’elemento tipicità: un traminer allevato sulle pendici dell’Etna potrà dare vini straordinari ma non sarà certamente tipico come può esserlo un carricante o un cataratto perché la tipicità dell’autoctono è un qualcosa che va al di là della straordinaria capacità che il traminer potrà dimostrare nell’imparare più o meno velocemente “il siciliano”.
Se come me avete questa particolare fissazione, e volete partire alla scoperta di vini ottenuti da vitigni autoctoni o da cultivar semisconosciute, sappiate che per portare a termine questa missione non esistono luoghi migliori dai quali partire delle fiere o degli eventi che raccolgono molti produttori, e in modo particolare quelli che io definisco simpaticamente “biointegralisti” o “biofondamentalisti”. Ed è stato proprio l’ultimo evento di questo genere, la seconda data romana del Natural Critical Wine, alla Città dell’Altra Economia, che mi ha dato l’opportunità di effettuare diversi assaggi interessanti e di scoprire autentiche chicche.

I Migliori Vini Italiani di Luca Maroni sbarcano a Roma: 64 le etichette premiate

L’edizione 2015 de “I Migliori Vini Italiani” è stata un grande successo per gli organizzatori e per gli appassionati. Dopo averla presentata a Frascati, Milano e Firenze, Luca Maroni ha svelato la sua ultima fatica, l’Annuario dei Migliori Vini Italiani 2015, arrivato alla sua 22esima edizione, anche nella Capitale. La quattro giorni dedicata all’eccellenza dell’enologia italiana si è svolta ancora una volta nella suggestiva cornice del Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia, dal 12 al 15 febbraio, e ha ottenuto il favore di un pubblico nutrito di enoappassionati e di semplici curiosi che si sono avvicendati ai banchi d’assaggio per degustare le 64 etichette premiate dal celebre critico e degustatore, ma non solo.

I_Migliori_Vini_per_Luca_Maroni
La serata inaugurale della kermesse, giunta alla sua ventiduesima edizione, ha visto la proclamazione dei vincitori delle varie sezioni e la consegna di alcuni premi speciali come quello conferito al produttore Castellini, che grazie ad una fortuita scoperta, si è ritrovato nel giardino di casa la vigna di Leonardo Da Vinci, a questi donata da Ludovico il Moro come ricompensa per la creazione del celeberrimo affresco del Cenacolo. Dopo intensi studi e scavi, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano è stato possibile procedere al reimpianto delle radici sopravvissute, e si attenderà la prima vendemmia per giudicare la riuscita dell’operazione simbolica di salvataggio.

Continua a leggere

Un vino per San Valentino? Semplicemente quello che piace di più a entrambi

“Mi daresti un consiglio?”

“Certo, chiedi pure”.

“Che vino mi suggerisci per festeggiare San Valentino?”

“Ehm…”

A volte gli amici riescono a farti delle domande alle quali non esiste una risposta esatta, o meglio non ne esiste solo una e allo stesso tempo, nessuna di quelle che puoi offrire può risultare quella giusta. La domanda potrebbe essere mal posta e la mia risposta potrebbe essere senza dubbio poco soddisfacente per ciascuno di voi. Il vino lo si può abbinare al cibo, sicuramente si può scegliere di stappare un’etichetta prestigiosa per particolari occasioni, ma per quale ragione dovrebbe esserci un vino particolare da adattare alla festa degli innamorati? san valentino 2

Così su due piedi mi viene da consigliarvi di prendere una bella bottiglia di Champagne, magari un Krug o un DomPerignon d’annata (se non volete correre rischi controllate le annate migliori). Se però mi fermo un secondo e penso all’amore e alla passione in termini cromatici allora mi viene quasi naturale spingervi verso una bottiglia di rosso. Ok, ma quale? E se fosse un rosso con le bollicine? Magari una bella bottiglia di Lambrusco, o di Barbera frizzante? Perché non una Bonarda dell’Oltrepò Pavese, o meglio ancora un Brachetto? Però le bollicine non piacciono a tutti… Continua a leggere