Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti a Roma: sorprese e assaggi (per me) imperdibili

Duecentododici vignaioli indipendenti con quasi mille vini da poter assaggiare.  La prima edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti FIVI al Salone delle Fontane di Roma (all’EUR)  sabato 13 e domenica 14 maggio 2017 è riuscita alla grande e ha regalato una due giorni di vacanza in paradiso per gli appassionati del mondo del vino. Ne scrivo oltre un mese dopo? Amen. Pigrizia e impegni vari mi tengono lontano dal blog.  Per fortuna non devo risponderne a un editore.

L’appuntamento, realizzato in collaborazione con Daniele De Ventura di Little Market e fortemente voluto dagli stessi vignaioli, soprattutto per andare incontro a chi a causa della distanza non è mai riuscito a partecipare all’appuntamento di Piacenza di fine novembre, ha avuto anche un valore istituzionale perché, come spiega Matilde Poggi, presidente FIVI: “Spostarsi verso sud per noi è una priorità ma Roma ha  anche un significato simbolico. È lì che hanno sede le istituzioni ed è lì che vogliamo far sentire sempre di più la voce degli oltre mille Vignaioli Indipendenti di tutta Italia”.

Quello che, nello scenario di marmorea e slanciata architettura littoria del Salone delle Fontane, ha visto migliaia di persone affollarsi agli oltre 200 banchetti dei vignaioli è stato un vero e proprio mercato. L’atmosfera non era esattamente quella di un suk, ma tra cestini e carrellini (sì, c’erano anche quelli perché come a Piacenza, anche a Roma è stato possibile acquistare i vini in degustazione) i numerosi appassionati e i tantissimi curiosi alle prime armi (ce n’erano molti più di quanto potessi pensare) hanno avuto l’occasione quasi unica, di ascoltare direttamente il racconto di chi tutti i giorni vive la vigna e si confronta costantemente con il territorio. Continua a leggere

La pinkwinelist 2016: i 10 rosati più cool da bere quest’estate

L’estate è esplosa già da un pezzo e in ritardo rispetto allo scorso anno mi ripresento con la mia personale selezione di rosati per la stagione. Oggi più che mai il mondo beve rosa, grazie a Bacco, i rosati sono tornati di moda, in estate impennano le vendite, e non serve spendere un patrimonio per accaparrarsi una buona bottiglia.

rosati estate

A lungo, forse per troppo tempo sono stati sottovalutati, per via della loro indole di vini freschi e beverini, profumati e dall’approccio “easy” sono  stati considerati vini “da signorine”, ma ora l’aria è cambiata e  vengono da qualche anno apprezzati per la loro versatilità che li rende adatti a molte occasioni e talvolta sorprendenti nella loro complessità.  Continua a leggere

Arvelé 2013 Cascina Gilli – Le rivelazioni inattese di una Freisa d’Asti

Arvelé…la freisa si è rivelata. I latini avrebbero detto nomen omen. E il presagio che si nasconde è quello di una bevuta rivelatrice e a tratti entusiasmante. L’Arvelé di Cascina Gilli è stata un’autentica rivelazione per il sottoscritto, a cui tocca ammettere di non aver mai troppo goduto di assaggi appaganti nei precedenti incontri con vini ottenuti dalla Freisa.

L’azienda di Castelnuovo Don Bosco (AT) con quest’uva imparentata con il nebbiolo, stando a quanto sostiene l’Università degli Studi di Torino, realizza tre diverse etichette: una versione vivace, come da tradizione, chiamata Luna di Maggio, e due ferme Il Forno (che deve il suo nome alla presenza di un antico forno all’interno del vigneto) e Arvelé che affina un anno in barriques e/o tonneaux di primo e secondo passaggio a seconda dell’annata.  Arvelé

Arvelé è una Freisa d’Asti Doc. L’incontro con questa straordinaria interpretazione di Freisa barricata è avvenuto nell’ultimo appuntamento organizzato da GoWine all’Hotel Savoy a Roma in occasione della presentazione della guida “Cantine d’Italia 2016”.  L’annata in degustazione alla manifestazione (assieme ad altre svariate etichette dell’azienda astigiana) è la 2013 e, come mi racconta Paolo Vergnano, ha trascorso quasi un anno in barriques di secondo passaggio a completare una lavorazione particolarmente accurata in vigneto per ottenere una perfetta maturazione delle uve, quasi al limite dell’appassimento. L’intenzione è quella di ottenere un prodotto di grande morbidezza e fascino, che possa allo stesso tempo sfidare il tempo. Continua a leggere

Sparkle day 2016 – La (mia) Top 10 delle bollicine italiane premiate

Bollicine che passione. Da quando frequento con assiduità manifestazioni di carattere enologico la mia passione per le bollicine  è cresciuta in maniera quasi smisurata e non potevo assolutamente perdermi la presentazione di Sparkle 2016, la bella guida alle bollicine secche italiane di Cucina & Vini.

La manifestazione organizzata sabato 21 novembre nella cornice del Westin Excelsior di via Veneto a Roma, con tutti i suoi limiti tecnici (leggasi temperature di servizio in alcuni casi inadeguate, bottiglie esaurite velocemente) è stata un successo di pubblico e ha dato l’opportunità a tanti amanti degli spumanti italiani di degustare praticamente il meglio (con alcune ovvie e scontate eccezioni vista la scelta di alcune cantine di non portare in assaggio alcuni campionissimi) delle bollicine made in Italy, metodo classico e Martinotti-Charmat, ad un prezzo davvero conveniente: 15 euro.

bollicineIn una serata ricca di assaggi gustosi e appaganti, fra bollicine croccanti e suadenti profumi, sorsi di volta in volta avvolgenti, spigolosi e verticali ho personalmente individuato i 10 calici più buoni della serata. Ovviamente la mia personalissima selezione deve fare i conti non solo con la mia assoluta (e per alcuni forse ingiustificata) avversione per le bollicine ottenute da rifermentazione in autoclave ma anche e soprattutto con assenze pesanti. Continua a leggere

I Migliori Vini Italiani di Luca Maroni sbarcano a Roma: 64 le etichette premiate

L’edizione 2015 de “I Migliori Vini Italiani” è stata un grande successo per gli organizzatori e per gli appassionati. Dopo averla presentata a Frascati, Milano e Firenze, Luca Maroni ha svelato la sua ultima fatica, l’Annuario dei Migliori Vini Italiani 2015, arrivato alla sua 22esima edizione, anche nella Capitale. La quattro giorni dedicata all’eccellenza dell’enologia italiana si è svolta ancora una volta nella suggestiva cornice del Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia, dal 12 al 15 febbraio, e ha ottenuto il favore di un pubblico nutrito di enoappassionati e di semplici curiosi che si sono avvicendati ai banchi d’assaggio per degustare le 64 etichette premiate dal celebre critico e degustatore, ma non solo.

I_Migliori_Vini_per_Luca_Maroni
La serata inaugurale della kermesse, giunta alla sua ventiduesima edizione, ha visto la proclamazione dei vincitori delle varie sezioni e la consegna di alcuni premi speciali come quello conferito al produttore Castellini, che grazie ad una fortuita scoperta, si è ritrovato nel giardino di casa la vigna di Leonardo Da Vinci, a questi donata da Ludovico il Moro come ricompensa per la creazione del celeberrimo affresco del Cenacolo. Dopo intensi studi e scavi, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano è stato possibile procedere al reimpianto delle radici sopravvissute, e si attenderà la prima vendemmia per giudicare la riuscita dell’operazione simbolica di salvataggio.

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Tra i Top 100 di Wine Spectator sono 19 le etichette italiane

Anche se il miglior vino del mondo per il 2014 è un Porto Vintage del 2011 e il Portogallo domina con ben 3 la Top ten di una delle più attese classifiche enologiche, l’Italia enoica si difende benissimo con 19 etichette nelle prime 100 (3 in più rispetto al 2013) nella speciale classifica compilata da Wine Spectator.

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Quest’anno, la prestigiosa rivista americana accanto ad “habitué” come i vini della Toscana e del Piemonte, ancora una volta al top, a quota, rispettivamente, 8 e 5 etichette, ha collocato territori ancora tutti da scoprire, almeno per il panorama internazionale, dalla Sicilia alla Valtellina, passando per Puglia, Molise e Abruzzo.
Così, dietro al Chianti Classico San Lorenzo Gran Selezione 2010 di Castello di Ama, l’unico ad entrare nella top ten (al sesto posto), troviamo il Flaccianello 2011 Fontodi Colli della Toscana Centrale, al n. 14, poi al 21esimo posto si piazza il Chianti Classico Riserva 2010 Castello di Volpaia, marcato stretto dal Bolgheri 2011 Volpolo Podere Sapaio (22).

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