Cuprense 22 2014 Fontorfio – Il metodo classico “sur lies” che sa di sale e limone

Si chiama Cuprense 22 perché è nel cuore di Cossignano (AP), il comune in cui ha sede l’azienda che lo produce, che la Strada provinciale Cuprense 23, che da Grottammare si inerpica sulle dolci colline marchigiane, si incrocia con la Strada provinciale 22.
Sto parlando del vino spumante rifermentato in bottiglia e senza sboccatura di Fontorfio, prodotto per la prima volta con il millesimo 2014.

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I Migliori Vini Italiani di Luca Maroni sbarcano a Roma: 64 le etichette premiate

L’edizione 2015 de “I Migliori Vini Italiani” è stata un grande successo per gli organizzatori e per gli appassionati. Dopo averla presentata a Frascati, Milano e Firenze, Luca Maroni ha svelato la sua ultima fatica, l’Annuario dei Migliori Vini Italiani 2015, arrivato alla sua 22esima edizione, anche nella Capitale. La quattro giorni dedicata all’eccellenza dell’enologia italiana si è svolta ancora una volta nella suggestiva cornice del Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia, dal 12 al 15 febbraio, e ha ottenuto il favore di un pubblico nutrito di enoappassionati e di semplici curiosi che si sono avvicendati ai banchi d’assaggio per degustare le 64 etichette premiate dal celebre critico e degustatore, ma non solo.

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La serata inaugurale della kermesse, giunta alla sua ventiduesima edizione, ha visto la proclamazione dei vincitori delle varie sezioni e la consegna di alcuni premi speciali come quello conferito al produttore Castellini, che grazie ad una fortuita scoperta, si è ritrovato nel giardino di casa la vigna di Leonardo Da Vinci, a questi donata da Ludovico il Moro come ricompensa per la creazione del celeberrimo affresco del Cenacolo. Dopo intensi studi e scavi, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano è stato possibile procedere al reimpianto delle radici sopravvissute, e si attenderà la prima vendemmia per giudicare la riuscita dell’operazione simbolica di salvataggio.

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Alessandra e Marco…Lacrime di felicità

Maggio 2008, si sposa Alessandra, quasi una sorella, figlia di carissimi amici di famiglia. Il matrimonio si celebra nella città del suo Marco, dove lei lo ha raggiunto da qualche tempo, quell’Ancona che profuma di mare e che sorge ai piedi di quella collina incantata che è il Conero, dimora di un gran rosso a base di uve montepulciano. Ma non è dell’incontro con questo eccelso campione marchigiano che voglio raccontarvi, sebbene nella cena della vigilia del gran giorno la sua comparsa sulla tavola ad accompagnare dei maccheroni filati a mano al sugo d’anatra sia stata come quella di una celebrità hollywoodiana sulla Croisette di Cannes, bensì di un altro rosso che alla cena di nozze ha quasi rapito la scena, almeno per me, agli sposi.

Per introdurlo ho scelto il retro dell’etichetta della bottiglia che ho stappato qualche giorno fa per “commemorare” l’evento:


…la natura somministra nelle viti il segnale della vendemmia. Quando il picciuolo del grappolo acquista un colore oscuro, di legno, gli acini divengono prima rubizzi e poi di colore nero violaceo profondo. Alcuni di essi sono così colmi di essenza che arrivano quasi a rompersi facendo sgorgare come delle “LACRIME”. Quello è il momento certo della maturazione delle uve e non si deve ritardare di un istante per esaltare del vino l’amabilità…Ancona 1809

(Lacrima 2008 Luigi Giusti)

La Lacrima di Morro d’Alba è un vino fresco, che secondo gli esperti va consumato nel giro di due massimo tre anni, per poter cogliere tutte le sue caratteristiche migliori. E difatti l’etichetta della bottiglia (o meglio le bottiglie, già perché la prima è finita in pochi minuti) che il cameriere ha stappato davanti ai miei occhi recitava: vendemmia 2006. Continua a leggere