In questo blog…

In questo blog non ho alcuna intenzione di dispensare consigli o pareri saccenti, voglio solo raccontare storie di uomini e di vini, di luoghi e di non luoghi, di vita e di vino. Racconterò dei miei viaggi, reali e immaginari, sulle strade del vino, in Italia e nel mondo. Sarà un blog nel quale troveranno spazio citazioni letterarie, recensioni, assaggi, sensazioni ed emozioni personali, immagini, proposte di abbinamento a piatti e a momenti della vita, schede tecniche e tante altre cose. Appassionati e non di questo mondo, ovviamente spero che a leggere e commentare quello che di volta in volta scriverò siate in tanti. Consigli, lodi, critiche saranno ben accette. Non abbiate timore a scrivere anche se, mettendo da parte ogni ipocrisia di sorta (non si addice al vino), trattandosi del mio blog e delle mie idee, dei miei racconti messi alla mercede dei vostri giudizi…tenterò sempre di difenderli.

Buona lettura.

 

3 pensieri su “In questo blog…

  1. Per la cronaca il Tokay non è stato scippato dagli ungheresi dal Friuli ma viceversa visto che i vini ungheresi prendono il nome delle regioni di cui provengono e Tokay è appunto una regione dell’Ungheria!
    “In generale, i vini prendono il nome dal loro luogo di nascita, regione o comune, al quale viene aggiunto il suffisso ” i “. Il patrimonio viticolo è costituito da circa 150.000 ettari. Gli Ungheresi distinguono 22 settori viticoli, ma è sufficiente prendere in considerazione le 7 regioni enologiche principali dell’Ungheria”. “Tokay – Vicino alla frontiera con l’Ucraina, sulle rive del Bodrog, il Tokaji-Hegyalja produce soprattutto un Moscato leggero, ma da lungo invecchiamento. Tuttavia, è giustamente celebre per il Tokay.”

    Distinti saluti.

  2. Per la cronaca il “Tokay”-vero nome “Tokaji”- non è stato scippato dagli ungheresi al Friuli ma viceversa visto che i vini ungheresi prendono il nome delle regioni di cui provengono e Tokaji è appunto una regione dell’Ungheria!
    “In generale, i vini prendono il nome dal loro luogo di nascita, regione o comune, al quale viene aggiunto il suffisso ” i “. Il patrimonio viticolo è costituito da circa 150.000 ettari. Gli Ungheresi distinguono 22 settori viticoli, ma è sufficiente prendere in considerazione le 7 regioni enologiche principali dell’Ungheria”. “Tokay – Vicino alla frontiera con l’Ucraina, sulle rive del Bodrog, il Tokaji

    • La ringrazio per il commento e la precisazione anche se non ne comprendo completamente le ragioni. In questo post non parlo di Tokaji e finora, tranne qualche breve accenno in altri post, non ho ancora avuto modo di dedicare spazio a quel meraviglioso nettare che è il Tokaji (mi riferisco in modo particolare all’Aszù). Quanto alla nota diatriba cui fa riferimento sottoscrivo nuovamente la parola ‘scippato’ (e mi riferisco al nome, Tocai, scritto come può vedere in modo diverso da Tokay, che per la cronaca è un vino alsaziano ricavato da pinot grigio) utilizzata in un altro post. L’uso della parola Tocai per indicare il vitigno che oggi siamo costretti a chiamare Friulano ha una precisa connotazione geografica visto che è legata al nome del torrente, Toccai, e risale al 1200 circa, secondo documenti dei Patriarchi di Venezia che attestano l’invio di piante di Tocai Friulano alla corte di Bela IV, Re d’Ungheria, intorno al XIII secolo ad opera di Bertoldo di Andechs, all’epoca Patriarca di Aquileia. Il celebre Tokaji ungherese è fatto da uve Furmint, chiamate così in onore di Aurora Formentini, nobildonna del Collio, che quando andò in sposa al conte ungherese Adam Batthyany nel 1632, portò in dote, come attestano documenti dell’epoca, oltre “300 vitti di Toccai”. Quindi, mi perdoni se, pur non essendo friulano e non avendo nulla contro l’eccezionale nettare ungherese, continuerò a considerare uno scippo piuttosto violento il divieto di utilizzo di un nome che ha alle spalle una tradizione di 800 anni in favore di un vino che per quanto nobile ed eccezionale presenta con quello friulano solo una coincidenza di pronuncia.

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