La Barbera è femmina: viaggio esistenziale tra le pagine del libro di Marzia Pinotti e una verticale “orgasmotica” di 7 annate di Monleale di Walter Massa

Un viaggio esistenziale a scompaginare l’omologazione del gusto e del linguaggio, una serata di pancia e di cuore che va oltre la singola degustazione di “orgasmotiche” liquidità piemontesi e la presentazione di un pregevole omaggio letterario alla Barbera, un vitigno e un vino popolano e popolare, mai celebrato a dovere.

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L’atmosfera intima e distesa di un venerdì sera presso l’enoteca Il Sorì, a Roma, ha fatto da scenario ideale per il racconto di un “viaggio non solo sentimentale alla scoperta di un vino e di un’Italia che cambia” attraverso il quale Marzia Pinotti, nel suo La Barbera è femmina”  (Edizioni Estemporanee) restituisce dignità storica ed emozionale ad un vino quasi dimenticato per quaranta anni dopo lo spazio dedicatogli da Mario Soldati in Vino al vino (l’ultimo dei tre libri è del 1976).

Ad accompagnare la presentazione di un libro del genere non poteva non esserci una degustazione, ovviamente di Barbera. Meno ovvio che fosse la Barbera di un grandissimo produttore di vino bianco dei Colli Tortonesi, o se preferite il re del Timorasso, Walter Massa. Continua a leggere

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