Josko + Giulio, l’umiltà dei grandi – 7 annate della Ribolla di Gravner sposano 7 piatti di Terrinoni

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Giulio Terrinoni e Josko Gravner – Foto di Federico De Cesare Viola

Josko + Giulio,  la grandezza degli umili o l’umiltà dei grandi? Probabilmente entrambe le cose.  Prendete un contadino di Oslavia, nel Collio, dall’aspetto duro e spigoloso come la terra da cui viene, ma dall’animo umile e gentile, con una dose di modestia fuori dal comune per uno che è capace di fare vini pazzeschi, e mettetelo accanto ad un giovane chef laziale, di Fiuggi, che quanto a umiltà e cortesia non è da meno e ha dalla sua la capacità di trasformare praticamente ogni cosa che sia anche solo vagamente commestibile in capolavori di gusto e vivrete un’esperienza unica ed emozionante, come quella che ho avuto la possibilità di vivere io assieme ad una coppia di amici (e una ventina di persone) pochi giorni fa: il 10 maggio scorso. Sette piatti straordinari abbinati a 7 annate di un altrettanto straordinario vino bianco del Collio.

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Josko+Giulio (By Gae Saccoccio)

Ribolla – Foto di Gae Saccoccio

Come è andata? Semplicemente come doveva andare, alla grande. L’incontro tra la Ribolla di Josko Gravner e la cucina di Giulio Terrinoni è stato un matrimonio d’amore perfetto in cui cibo e vino si sono esaltati a vicenda, nonostante la manifesta intenzione dello chef fosse quella di mettersi al servizio della strepitosa Ribolla proposta in una verticale da brividi.
Raccontarvi nei dettagli la cena e la verticale di 7 annate di  Ribolla è un esercizio di stile piuttosto difficile. Le emozioni suscitate da un’esperienza come queste sono tantissime e me le sono gustate tutte senza badare a prendere appunti, e benché appartengano a quella categoria di sensazioni e emozioni impossibili da dimenticare, rimangono difficili da raccontare.  In alternativa vi propongo alcuni degli scatti di quella serata, una sorta di foto-racconto che vi dia il senso di ciò che è stata: un collage di momenti di intimità e convivialità composta, di curiosità e di grande predisposizione all’ascolto, di uomini che si raccontano e lo fanno attraverso il vino e il cibo, veicoli della loro filosofia di vita. 20160510_231912
Al di là della piacevolezza sensoriale dei piatti di Terrinoni e della unicità indescrivibile dei vini di Gravner, la serata è stata per me una sorta di pratica iniziatica. Portafoglio e logistica permettendo voglio esplorare meglio questo straordinario accostamento tra la grande cucina degli chef emergenti e i grandi vini (e per grandi non mi riferisco al blasone), questa fusione di filosofie che appaga il palato, solletica il cuore e intriga il cervello. Può sembrare stia ricamando fesserie, ma provate voi a fare un risotto triglia, animelle, carciofi e mentuccia e abbinarlo ad una ribolla gialla di 13 anni vinificata in anfora con macerazione di dieci giorni e che affina in grandi botti di rovere di Slavonia per 6 anni prima di essere imbottigliata, decisamente più che un orange wine. (Qui il menu della serata)
20160510_212011Il titolo che ho dato a questo post, oltre a riprendere il lead della serata (Josko + Giulio) mira ad esaltare l’umiltà di grandi uomini perché questo sono Josko Gravner e Giulio Terrinoni, per quello che fanno, per come lo fanno e per come lo vivono. Il mondo della ristorazione e dell’enogastronomia è pieno di personaggi che riempiono piatti e bottiglie con “contenuti” meravigliosi a volte però incomprensibilmente conditi (forse sarebbe persino più opportuno usare il termine avvelenati) dalla loro spocchia e dalla loro arroganza.  20160510_224433Loro due non sono affatto così e anche se potrebbero tirarsela più di tanti altri non lo fanno e questa loro genuinità è un valore aggiunto che si percepisce eccome.

Tornando al vino l’unica cosa che mi sento di scrivere è che l’incontro con la Ribolla di Gravner è un passo che mi sento di suggerire a chiunque, anche a chi è un neofita del mondo del vino. E non preoccupatevi se vi sembrerà difficile da capire, se vi sentirete come una chitarra scordata. Dipende dall’abitudine a  bevute a volte un tantino troppo omologate, ad un gusto moderno. Vi basteranno pochi assaggi per accordare il vostro palato con uno dei vini più straordinari che possiate bere in vita vostra e a capire che a farlo è un uomo che non è solo un contadino del Collio, ma un filosofo del vino.

P.S. La Ribolla del 2003 è una di quelle bevute che spacca il cuore. Indimenticabile.

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