Sparkle day 2016 – La (mia) Top 10 delle bollicine italiane premiate

Bollicine che passione. Da quando frequento con assiduità manifestazioni di carattere enologico la mia passione per le bollicine  è cresciuta in maniera quasi smisurata e non potevo assolutamente perdermi la presentazione di Sparkle 2016, la bella guida alle bollicine secche italiane di Cucina & Vini.

La manifestazione organizzata sabato 21 novembre nella cornice del Westin Excelsior di via Veneto a Roma, con tutti i suoi limiti tecnici (leggasi temperature di servizio in alcuni casi inadeguate, bottiglie esaurite velocemente) è stata un successo di pubblico e ha dato l’opportunità a tanti amanti degli spumanti italiani di degustare praticamente il meglio (con alcune ovvie e scontate eccezioni vista la scelta di alcune cantine di non portare in assaggio alcuni campionissimi) delle bollicine made in Italy, metodo classico e Martinotti-Charmat, ad un prezzo davvero conveniente: 15 euro.

bollicineIn una serata ricca di assaggi gustosi e appaganti, fra bollicine croccanti e suadenti profumi, sorsi di volta in volta avvolgenti, spigolosi e verticali ho personalmente individuato i 10 calici più buoni della serata. Ovviamente la mia personalissima selezione deve fare i conti non solo con la mia assoluta (e per alcuni forse ingiustificata) avversione per le bollicine ottenute da rifermentazione in autoclave ma anche e soprattutto con assenze pesanti. Non erano in degustazione fuoriclasse come la Riserva del fondatore “Giulio Ferrari” delle Cantine Ferrari, la Cuvée Annamaria Clementi Rosé di Ca’ del Bosco, la batteria dei  tre premiati con le 5 sfere di Bellavista (inclusa la Riserva Extra Brut Vittorio Moretti 2008) e altri premiati come  il Methius di Dorigati, la Riserva del Fondatore 976 di Letrari, etc…

Quella che segue non è una classifica vera e  propria ma solo la mia Top 10 delle bollicine italiane allo Sparkle day 2016, una personalissima lista dei dieci assaggi più appaganti della serata.  L’ordine di apparizione è casuale.

Madame martis 20051. Trento Doc Riserva Madame Martis Brut  2005 (Maso Martis) – 70% Pinot Nero, 25% Chardonnay (in barrique dalla vendemmia fino al tiraggio), 5% Pinot Meunier.  Oro brillante con un perlage fine e persistente. Naso elegante e ampio di fiori bianchi e agrumi canditi, miele, fiori essiccati di camomilla, lievi accenni tostati e un finale suadente e avvolgente di pasticceria, crema di moka e frutta secca. Grande coerenza gusto-olfattiva. Sorso croccante e avvolgente. Si avverte latente la spigolosità territoriale del Trento Doc, ma è lontana anni luce dall’essere la nota stonata di una bocca morbida ed elegante. Estremamente lungo e piacevole il finale di burro d’arachidi e cioccolato bianco. Sicuramente tra i fuoriclasse assoluti della serata.

Ca del bosco2. Franciacorta Riserva Cuvée Annamaria Clementi Brut 2006 (Ca’ del Bosco)  55% Chardonnay, 25% Pinot Bianco, 20% Pinot Nero. Bellissima veste dorata, con un perlage fitto e persistente. Naso elegantissimo disegnato da note tostate e “grasse” di nocciola e torrone fuse a una vena di crema, un fruttato maturo di pesca e un tocco di erbe aromatiche. Bocca golosa e polposa, giustamente fresca, particolarmente giocata sugli agrumi (stranamente poco evidenti al naso), asciutta ma mai secca. Lo sviluppo è meno profondo di quanto ci si potrebbe aspettare ma, alla fine, quello che manca in allungo viene comunque recuperato in ampiezza e persistenza. Finale intenso e veramente notevole di agrume candito e pan brioches. Unica pecca la temperatura di servizio: caldo da far rabbrividire.

hausmannhof 2006 haderburg3. Riserva Hausmannhof 2006 (Haderburg) – Bollicine alto atesine quasi inaspettate per un metodo classico da sole uve Chardonnay da applausi. Paglierino intenso con riflessi di oro rosso. Perlage fine e persistente. Naso intenso e ampio giocato su note di frutta ossidata e creme caramel, tracce di incenso ed erbe aromatiche e un finale di pasticceria da forno.  Bocca coerente, fresca e di incredibile morbidezza con una netta prevalenza di burro aromatizzato alle erbette di montagna e panettone. Bella e vibrante sapidità con un finale di caramello salato e arancia candita.

la dama forestiera nature 2010 d'arapri4. La Dama Forestiera Nature 2010  (d’Araprì)Blanc de noir pugliese da uve Montepulciano e Pinot Nero, elegante e compito ma allo stesso tempo di grande carattere come la donna cui è dedicato: Elisa Croghan, gentildonna inglese che a fine ‘800 si trovò a gestire da sola il tenimento del suo convivente, l’ultimo Principe di San Severo, Michele di Sangro. Paglierino intenso che vira sul dorato, con bollicine fini e persistenti. Naso ricco di suggestioni mediterranee fatte di note floreali di acacia e biancospino che si fondono su cenni di miele e scorza d’agrumi: profumi netti e marcati che si muovono su uno sfondo di zenzero, noce moscata e crosta di pane. Bocca carnosa e piena, coerente con il naso. Grande struttura e grande intensità, con un finale estremamente lungo e piacevole di biscotti zenzero e cannella.

Soldati La scolca D'Antan Blanc de blancs5. Soldati La Scolca Riserva D’Antan 2004 (La Scolca) Cortese 100%. Bellissima veste oro chiaro, vivo e brillante. Naso di straordinaria intensità e personalità, netto e persistente di frutta esotica, vira su note di miele e spezie, in un complesso morbido ed elegante di frutta secca e cioccolato bianco. In bocca è importante, secco, pieno, con nerbo deciso e sorprendente freschezza; perlage fitto, vellutato e continuo. La lunga permanenza sui lieviti (10 anni) ne fanno un campione di complessità e piacevolezza: ritorni coerenti di miele, agrume candito, spezie dolci (vaniglia e cannella) e frutta secca con un gradevole sentore di mandorla e ricordi di cioccolato in un continuo crescendo di armonie. Infinito e appagante come solo i grandi sanno essere.

Rierva Lunelli 2007 e Perle 2009 (Ferrari)6. Trento Doc Ferrari Riserva Lunelli 2007 (Cantine Ferrari) – Chardonnay 100%. Si presenta con una veste giallo oro luminosissima e un perlage dalla trama fitta e di grande finezza e persistenza. Al naso le percezioni floreali di mughetto e biancospino si alternano a note di agrumi e ananas matura.  Accenni di crosta di pane e crema di limone sono accompagnati da sensazioni speziate e fumée, sbuffi aromatici che ricordano il rosmarino, sentori di miele di castagno e di biscotti alla nocciola. L’equilibrio gustativo è perfetto e giocato tutto su sensazioni di fruttato esotico maturo e lievito tostato. Il rovere austriaco delle grandi botti in cui è affinata la prestigiosa riserva di famiglia dona struttura e lunga persistenza ad un sorso dal finale entusiasmante di burro alle erbe aromatiche e nocciole tostate. Bollicina elegante e aristocratica da cui si fa fatica a star lontani.

Abate Nero, riserva cuvee dell'Abate 20087. Trento Doc Riserva “Cuvée dell’Abate” 2008 (Abate Nero) Chardonnay 100%. Nel calice è di un giallo paglierino brillante con riflessi dorati. Perlage finissimo e persistente. Naso di straordinaria complessità e grande pulizia in cui le note floreali di tiglio e biacospino si accompagnano a sentori di pera e pesca mature, frutta secca, agrumi, miele di zagara e lievi accenni di tostatura, il tutto su uno sfondo netto e gradevole di pane appena sfornato. Intenso e persistente, il sorso riempie il palato con sensazioni  che evolvono dalla frutta matura alla crosta di pane, passando per note di agrumi e delicati ricordi di vaniglia e burro. Stoffa da vendere, forse una delle migliori performance di sempre della storica azienda trentina fondata da Luciano Lunelli e Eugenio de Castel Terlago.

gancia Cuvee 60 riserva 20038. Alta Langa Doc Riserva Cuvée 60 mesi 2005 (Gancia)Pinot Nero e Chardonnay.   Colore paglierino intenso brillante, con sfumature dorate. Presenta una spuma soffice e cremosa, dal perlage fine e di buona persistenza. Al naso è intenso ed esprime un insieme di sentori avvolgenti di vaniglia, lieviti tostati, crema di nocciole e frutta matura. Al palato è complesso, equilibrato e strutturato. Bocca polposa e materica, ben supportata da una vivace acidità con ritorni coerenti di pasticceria da forno e cenni di caramello salato. Finale lunghissimo, ricco e persistente giocato sulle suadenti note tutte territoriali della Tonda Gentile delle Langhe e su ricordi di agrumi canditi. Elegante e potente signorotto langarolo di antico blasone che non si limita a vivere di ricordi.

9. Alta Langa Docg Bianc ‘d Bianc 2009 (Cocchi)Chardonnay 100%. Giallo paglierino luminosissimo che vira sul dorato. Bollicine sottili e persistenti, spuma cremosa e di bella consistenza.  bianc 'd bianc cocchiAl naso è fresco di fiori gialli e bianchi, spazia dalla ginestra al glicine, passando per il biancospino e la mimosa; poi ancora cedro e accenni di crema di limone, su uno sfondo di susine, erbe aromatiche e pasta di mandorle che si accompagnano a un fondo minerale di tufo. In bocca è vibrante, ha un ingresso bilanciato e un sorso pieno di materia e un retrolfatto incentrato su note di nocciola, mandorle tostate e accenni vegetali, con gli agrumi in secondo piano. Il finale è un crescendo di freschezza e sapidità.

10. Trentacinquesimo Anniversario Metodo Classico Brut Sauvage 2009 (d’Araprì) – Bombino bianco e Montepulciano. Nel bicchiere si presenta con una veste elegantissima giallo oro. Perlage finissimo e persistente. Naso intenso di cedro, arance dolci e pesche sciroppate sul quale si innestano note di spezie dolci, crosta di pane e burro. trentacinquesimo d'AraprìIn bocca è straordinariamente fresco e di buona sapidità, con un sorso pieno e polposo di agrumi e frutta gialla. Finale di pan brioches e nocciole  di stupefacente persistenza. Un calice sontuoso per celebrare al meglio i 35 anni di un’azienda, quella pugliese, che in quel di San Severo stupisce ogni anno per rigore, stile e per grande capacità di rendere al meglio le potenzialità di un territorio che non ti aspetti. Chapeau.

Ovviamente di assaggi straordinari ce ne sono stati tantissimi e non è possibile mettersi a menzionarli tutti, equivarrebbe a fare il verso alla guida e riportare pedissequamente in questo lungo post tutti, o quasi, i vini premiati con le cinque sfere. Non me ne vogliate se ho avuto poco riguardo per le espressioni di quella terra meravigliosa che è la Franciacorta, d’altra parte de gustibus non est disputandum.  Mi prendo comunque la briga di fare una menzione speciale per alcune bollicine che sono finite fuori dalla top ten, ma meritano comunque grandissima attenzione: il Trento Doc 51,151 di Francesco Moser, il Gianni Brignolio 36 Brut 2013, il Franciacorta Extra Brut Comarì del Salem 2009 di Uberti, lo spumante Stefanago Ancestrale Müller Thurgau 2012 di Castello di Stefanago.

Lungi dal voler apparire un detrattore delle bollicine che, come maliziosamente mi ricorda qualche addetto ai lavori che si occupa di vendite, fanno i veri numeri dell’export italiano, dedico qualche riga a sottolineare la cospicua presenza tra le premiate con 5 sfere di tante ottime aziende produttrici di Valdobbiadene e Conegliano: Astoria, Carpenè Malvolti, Bortolomiol, Col Vetoraz, Adriano Adami, La Tordera, Masottina, Le Manzane, Val d’Oca.  Tra i tanti, assolutamente imperdibili il Valdobbiadene  Superiore di Cartizze Docg di Col Vetoraz, il Valdobbiadene Prosecco Superiore Rive di Colbertaldo “Vigneto Giardino” Docg e  il Valdobbiadene  Superiore di Cartizze Docg di Adriano Adami. Vi assicuro che per convincere un integralista delle bollicine metodo classico come il sottoscritto hanno qualcosa di veramente fuori dal comune.

 

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