Sorprendenti bollicine umbre: Brut Millesimato 2012 Lungarotti

Sebbene sia diventato negli ultimi due anni un ultras sfegatato delle bollicine al punto da osare abbinamenti che qualcuno definirebbe inenarrabili, se dovessi indicare quale sia il periodo più adatto per farsi solleticare il palato dalla piacevole effervescenza di uno spumante non posso che dire che l’estate è la stagione decisamente più adatta. La temperatura di servizio (obbligatoriamente mallozziane*), il tenore alcolico non eccessivo e una cucina più leggera (piatti con frutta fresca, verdure di stagione e soprattutto pesci e crostacei) fanno degli sparkling wines i partners migliori per i pasti della calda stagione. L’Italia vanta un bel panorama di bollicine di grande qualità a volte reperibili a prezzi onesti anche sugli scaffali della Gdo. Facendo molta attenzione a evitare il ciarpame di cui sono (ahinoi) troppo spesso colmi, questi scaffali possono regalarvi a volte vere sorprese come quella che è capitata a me. Curiosando tra le etichette di spumanti di un supermercato di Roma mi sono imbattuto in un mare di bottiglie di Prosecco di dubbia qualità (qualcuna anche infima) a circondare la piccola isola dei metodo classico, dove, in mezzo a naufraghi di nome Ferrari e Berlucchi, si ergeva la bottiglia che era riuscita ad attirare la mia attenzione: Brut Millesimato 2012 di Lungarotti.

Lungarotti, tra le aziende simbolo dell’Umbria, è un produttore che non ha bisogno di presentazioni, per lui, o meglio per loro, visto che le attività dell’azienda sono in mano alle donne di casa Lungarotti (Maria Grazia si occupa della Fondazione e gestisce gli spazi del Museo del Vino di Torgiano e del Museo dell’olivo e dell’olio mentre Teresa e Chiara gestiscono le due cantine, quella storica di Torgiano e quella di Montefalco), parla, e lo fa magnificamente, il pluripremiato Rubesco Vigna Monticchio e la buona qualità dell’intera produzione.

Certo, l’Umbria non è una regione che vanta alle spalle una secolare tradizione spumantistica. Senza dubbio è terra di grandi vini ma decisamente non ha il blasone di altre regioni in fatto di bollicine visto che qui si è iniziate a farle solamente nei primi anni ’80. Tuttavia la scelta attenta di terreni e microclima dove ritrovare le condizioni adatte a produrre uve di buona acidità ha consentito ad alcune aziende una produzione che eguaglia quella di zone ben più note e Lungarotti realizza un brut dosato da metodo classico millesimato che ha veramente poco da invidiare a tanti blasonati Franciacorta e rispetto ad alcuni, a mio modestissimo parere, ha persino una marcia in più.

Realizzato nella tenuta di Torgiano con un 60% di Chardonnay e un 40% di Pinot Nero, allevati a cordone speronato con una resa di 80 quintali per ettaro e raccolti tra la fine di agosto e l’inizio di settembre,  questo metodo classico, come spiega l’azienda sul suo sito, “è impostato su tempi lunghi nello stretto rispetto di tutte le regole della spumantizzazione classica, con 36 mesi di presa di spuma e remuage a mano su pupitres per 45 giorni; il vino resta poi in punta 1 mese prima della sboccatura e ancora 3 prima della commercializzazione“.

Brut Millesimato 2012 Lungarotti abbinato a risotto al melone

Brut Millesimato 2012 Lungarotti abbinato a risotto al melone

Splendido l’aspetto di questo Brut Millesimato 2012 una volta versato nel bicchiere dove si mostra in una veste giallo paglierino con riflessi oro di grande brillantezza e vivacità e un perlage finissimo e continuo. Profumo intenso e complesso con sentori di frutta secca che richiamano la mandorla e la nocciola e una lieve nota di crosta di pane; lievissime tracce di zagara e una decisa nota di agrumi  caratterizzano il finale. Il bocca è secco, moderatamente caldo e morbido, quasi avvolgente, con una spuma delicata e di grande persistenza; di bella struttura, con acidità fresca e pulita, regala bei ritorni di nocciola e pan brioche e un piacevole finale agrumato. (89/100) – Costo 14 €

Ideale come aperitivo, ottimo a tutto pasto. Abbinamento perfetto con antipasti di mare e primi piatti leggeri, gamberoni al gratin e pesce azzurro alla griglia. Io l’ho provato con un risotto al melone…tanta roba!!

 

 

* Per il concetto di temperature mallozziane rimando al finale di questo video in cui Luciano Mallozzi illustra le temperature di servizio del vino

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