Scuro, succulento e polposo…arriva dalla Transilvania il vino adatto ai vampiri: Crepuscul by Liliac

Se dico Transilvania, a cosa pensate? Non bluffate, so benissimo che il primo pensiero è per lui. Cultori dell’horror, amanti del romanzo gotico dell’Ottocento o nulla di tutto questo, tutti, e dico tutti, alla parola Transilvania associate il nome Dracula e non senza un sottile brivido che corre lungo la schiena richiamate alla mente una serie di immagini poco rassicuranti: bianchi canini aguzzi, rivoli di sangue, stormi di pipistrelli, notti tempestose, tramonti nebbiosi e manieri arroccati su picchi rocciosi inaccessibili.

Uno scorcio paesaggistico della Transilvania

Uno scorcio paesaggistico della Transilvania

E come biasimarvi se le suggestioni letterarie di Bram Stoker e quelle cinematografiche di Francis Ford Coppola hanno letteralmente trasformato verdi vallate, fitti boschi e graziosi borghi di architetture in stile teutonico (per intenderci osservando alcune foto che potete trovare comodamente in rete sembra di stare in Alto Adige o nel Tirolo austriaco) in brumosi territori di caccia per sanguinari vampiri? Cerchiamo di ristabilire l’ordine. La Transilvania è il cuore della Romania, non solo geograficamente parlando ma anche dal punto di vista vitivinicolo. Quindi, Transilvania vuol dire vino, e da parecchio anche. Continua a leggere

Château Climens, l’eleganza inconfondibile del Sauternes “signore di Barsac”

Avere l’occasione di partecipare a una verticale di Sauternes, in termini di emozioni, per un amante di questo straordinario mondo equivale a quella che un calciofilo potrebbe provare nell’assistere dal vivo ad una partita della fase finale (quarti o semifinale) della Uefa Champion’s League, con la propria squadra in campo. Se poi la verticale è quella di un Premier Cru Classé allora è come stare seduto in tribuna d’onore durante la finale, specie se il Premier Cru in questione è Château Climens, forse il più elegante, di certo il più verticale e minerale, dei Sauternes, signore indiscusso di Barsac e secondo solo alla leggenda Château d’Yquem.

Château Climens a Barsac

Château Climens a Barsac

Non credo sia carino da parte mia menarvela troppo con le AOC e le varie classificazioni del bordolese (Sauternes e Barsac sono situate nel cuore delle Graves, poco a sud di Bordeaux, e quindi sono soggette alla stessa tipologia di classificazione in base allo Château),  tanto meno dubito che possa interessarvi troppo, ma prima di raccontarvi nel dettaglio della straordinaria esperienza vissuta con la verticale di Château Climens, credo sia invece opportuno raccontare qualcosa sui Sauternes in generale e sul loro territorio di provenienza.

I 2.200 ettari di vigneti dell’areale del sauternais si trovano a 40-50 km a sud-est di Bordeaux, sulla sponda sinistra della Garonna. L’Appellation di Sauternes comprende cinque comuni: Fargues, Preignac, Bommes, Sauternes e Barsac. Quest’ultima è anche una denominazione, per cui i vignaioli possono optare per mantenerla in etichetta, oppure impiegare semplicemente Sauternes. Continua a leggere

La Grecia nel bicchiere – Cronaca enoica di un viaggio ad Atene (parte seconda)

(continua da: La Grecia nel bicchiere – Cronaca enoica di un viaggio ad Atene)

Dopo il tour completo dell’Acropoli e delle sue meraviglie, i nostri piedi esigevano una tregua e chiedevano una razionalizzazione del percorso di visite della giornata successiva. Operata la scelta di selezionare con cura ciò che avremmo visto, vale la pena dire che il terzo giorno da ateniese è stato quello vissuto in “slow mood”, quasi sulle note di un hasapiko (danza popolare alla base del celebre Sirtaki di Mikis Theodorakis).

Moussaka

Moussaka

Di sicuro è stato quello che ha riservato maggiori soddisfazioni sotto il profilo gastronomico visto che sia a pranzo che a cena abbiamo mangiato divinamente e anche gli assaggi enoici si sono dimostrati all’altezza della giornata. Dopo aver visitato i resti della Biblioteca di Adriano sotto un sole cocente, io e i miei compagni di viaggio abbiamo evitato di cadere nella trappola dei menu turistici omologati (molti locali di Plaka e Monastiraki hanno letteralmente lo stesso menu, stampato da chissà chi, identico per piatti, bevande, colori, foto e prezzi) e siamo stati catturati da un simpatico “buttadentro” che conosceva alla perfezione l’italiano e ci siamo fermati così nel primo ristorante di Monastiraki che non aveva il “menu confezionato”. Continua a leggere

La Grecia nel bicchiere – Cronaca enoica di un viaggio ad Atene (parte prima)

Il vino per l’uomo è come l’acqua per le piante, che in giusta dose le fa stare bene erette. (Platone – Atene, 428 a.C. circa – Atene, 348 a.C. circa)

Il vino eleva l’ anima e i pensieri, e le inquietudini si allontanano dal cuore dell’uomo. (Pindaro – Cinocefale, 518 a.C. circa – Argo, 438 a.C. circa)

Il bronzo è lo specchio del volto, il vino quello della mente.  (Eschilo – Eleusi, 525 a.C. – Gela, 456 a.C.)

Senza Roma e la sua grande espansione territoriale, alla quale si è accompagnata l’estensione della coltura della vite, il vino probabilmente non sarebbe la bevanda che oggi beviamo con diletto. La medesima considerazione dobbiamo farla in merito a ciò che gli antichi colonizzatori greci fecero, introducendo la vite e il culto del vino, nelle terre e nei luoghi in cui arrivavano. Da quei luoghi la diffusione fu ampia e imponente e ancora oggi, a distanza di decine di secoli, i risultati sono vivi e ben radicati nelle culture dei paesi Europei. Nonostante l’importanza del vino nella cultura dell’antica Grecia, un fattore che avrebbe fatto pensare ad uno sviluppo dell’enologia del paese senza pari in nessun altro luogo del mondo, la produzione di vino in Grecia ha vissuto nei secoli scorsi un lungo periodo di recessione. Solo di recente, in particolar modo negli ultimi 30 anni, l’enologia greca, nel tentativo di recuperare il terreno perduto, sta muovendo passi incoraggianti verso la produzione di vini di qualità.

Scrivere di quello che non ho vissuto personalmente non mi appartiene e sebbene in questo mio piccolo blog mancasse finora un post dedicato alla madrepatria enoica dell’occidente e sebbene ci fosse da parte mia l’intenzione di colmare questa lacuna ho dovuto attendere l’occasione di un viaggio nella Grecia di oggi, e più precisamente ad Atene, per raccontare il mio primo incontro con i vini dell’odierna Ellade. Continua a leggere