Accamilla 2013, dalle pendici del Vulture l’accattivante bianco del cuore di Camerlengo

Là dove i bianchi non osano, nel regno incontrastato di sua maestà l’Aglianico, alle pendici del monte Vulture nasce Accamilla, un bianco audace e allo stesso tempo semplice e accattivante come la personalità del suo produttore, Antonio Cascarano, dominus dell’Azienda Agricola Camerlengo di Rapolla.

Vigneti a Rapolla

Vigneti a Rapolla (Pz) alle pendici del Vulture

L’esuberante ed estroverso architetto lucano, che ho avuto il piacere di conoscere in occasione dell’annuale appuntamento romano di Vignaioli Artigiani Naturali, produce due splendide versioni di Aglianico del Vuture, l’Antelio e il Camerlengo, ma ha personalmente catturato la mia attenzione con quello che si può considerare il vino del cuore dedicato alla sua cagnetta Camilla, un bulldog inglese ormai non più in vita da qualche anno.

Accamilla, così si chiama questo bianco nato in terra di rossi, è tutto fuorché un’eresia. Campione di territorialità e espressione tra le più veraci del fertile suolo di origine vulcanica del Vulture a partire dai vitigni con i quali è realizzato, questo Basilicata Igp,  è ottenuto da malvasia di Rapolla in blend con cinguli (una varietà locale di trebbiano) e Santa Sofia; ambedue autoctoni che concorrono per il 20% alla produzione dell’Accamilla. 

Prodotto seguendo metodi naturali-tradizionali, con una leggera surmaturazione delle uve,  una macerazione sulle bucce per 10 giorni in tini di castagno, e nessuna filtrazione. Questi i passaggi dell’Accamilla, che completa il suo affinamento in vetro.

Accamilla - Basilicata Igp Malvasia di Rapolla 2013 - Azienda Agricola Camerlengo

Accamilla – Basilicata Igp Malvasia di Rapolla 2013 – Azienda Agricola Camerlengo

In occasione della due giorni di V.A.N. il sorprendente incontro con questo straordinario vino mi ha spinto a comprarne una bottiglia a prezzo di ultrafavore visto che in rete il costo pare oscillare tra i 18 e i 20 € (non vi dirò mai quanto ho pagato la mia bottiglia) per degustarlo con calma a casa, e l’opportunità per stappare la bottiglia non si è fatta attendere molto.

Nel bicchiere si presenta di un bel giallo dorato. Un naso intenso, sufficientemente complesso e fine, minerale in cui emergono chiari sentori di roccia vulcanica e fiori gialli (ginestra), lievi accenni di erbe aromatiche e una piacevole nota di miele e di salsedine. In bocca è secco, moderatamente caldo (12%) e moderatamente morbido, il sorso è sorretto da buona freschezza e da una eccezionale sapidità, in chiusura regala un ritorno di albicocca e miele e un piacevole finale di castagne bollite.  Sufficientemente equilibrato, intenso e persistente.

Abbinamento consigliato: coniglio alla ligure o tonno in crosta di pistacchi.

 

Un pensiero su “Accamilla 2013, dalle pendici del Vulture l’accattivante bianco del cuore di Camerlengo

  1. Pingback: Cronache da Vinitaly – Si scrive aglianico, si legge vulcanico: la mini verticale di Camerlengo | Vinosofia

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