Zibibbo secco? Si chiama Gibelè la splendida eresia delle Cantine Pellegrino

Avevo finora colpevolmente escluso dai miei racconti enoici le esperienze di assaggio di vini siciliani. E dire che di ottimo vino proveniente da quella splendida isola ne ho bevuto in tantissime circostanze: rossi eleganti, bianchi minerali o floreali, passiti voluttuosi e persino un inaspettato metodo classico da uve prodotte sul versante nord dell’Etna. Con i suoi 110mila e più ettari di vigneti la Sicilia è la regione italiana con la più ampia superficie vitata e va da sé che sarebbe paradossale non raccontare delle tante meraviglie enologiche che regala. L’incontro più recente con una bottiglia di vino siciliano è stato quello con un bianco da uve zibibbo che mi ha regalato parecchie suggestioni e diversi spunti di riflessione. Sto parlando del Gibelè Zibibbo secco Duca di Castelmonte Sicilia Igt Cantine Pellegrino.

Gibelè zibibbo secco Sicilia Igt Cantine Pellegrino

Gibelè zibibbo secco Sicilia Igt Cantine Pellegrino

Non si tratta di piaggeria, ma quando si parla di vini siciliani e saltano fuori nomi come Pellegrino, Florio, Rallo, Nicosia, Laudicina, c’è da essere più che certi che si sta per bere dell’ottimo vino. E il Gibelè delle Cantine Pellegrino (che dalla vendemmia 2013 ha cambiato denominazione in Terre Siciliane Igp) a mio modesto avviso è un ottimo vino. Continua a leggere

Le Vin Noir: la riscossa del Malbec – Château Saint-Didier-Parnac Prieuré de Cénac AOC Cahors 2004

Fin dal Medioevo, solo il vino proveniente dalle vigne della zona di Quercy, l’antica provincia del sud-ovest della Francia, poteva fregiarsi dell’appellativo di vino nero. Il perché è presto detto: provate a mettere una bottiglia in controluce e apprezzerete le tonalità dense e profonde come l’inchiostro. I vini rossi di Cahors sono considerati i più scuri al mondo, oltre ad essere tra i vini francesi più strutturati e ricchi. 

un grappolo di Malbec

un grappolo di Malbec

Nel 1971 i vigneti della zona di Cahors hanno acquisito l’ambita qualifica di A.O.C. (Appellation d’Origin Controllée): secondo i rigidi regolamenti dell’Appellation, il Cahors dev’essere composto da almeno il 70% di Malbec e, per il restante 30%, dal più rotondo Merlot o dall’autoctono Tannat, il cépage così ricco in tannini da farne derivare il proprio nome.
Tra i vini francesi, il Malbec è il vitigno più rappresentativo della categoria tutta francese dei vini neri, nome dovuto all’intensità del rosso cupo, con riflessi di porpora e di viola.  Al palato il Malbec si offre corposo, robusto, di buona acidità e di componente tannica di qualità elegante. Fino a qualche decennio fa veniva usato spesso nel taglio dei vini bordolesi, che poi si sono orientati verso vitigni più semplici da gestire.  Continua a leggere