Bollicine a Capodanno, bollicine tutto l’anno

Nel mio soggiorno natalizio in quel di Trento non mi sono limitato ad assaggiare solo vino prodotto in quella terra benedetta, attraversata dall’Adige. I vini che hanno accompagnato i pranzi e le cene tridentine sono stati i più svariati e tutti (o quasi) fieri rappresentanti del made in Italy vitivinicolo ad eccezione di una bottiglia di Grasa de Cotnari che ho deciso di condividere con i miei cari dopo averlo conosciuto personalmente. Hanno fatto la loro comparsa in tavola splendide bottiglie di Teroldego Rotaliano, Chianti Classico, Prosecco di Valdobbiadene, Moscato d’Asti, Pinot Bianco, Barolo e  Prosecco di Treviso Doc.

Oggi mi soffermerò a parlarvi proprio di quest’ultimo, il Prosecco Doc di Treviso, che è stato il vino che ha accompagnato alla perfezione l’ultima cena del 2013, occasione che mi ha visto esibirmi ai fornelli e che, con un afflato di egocentrismo culinario, oserei definire un successone (visto che nessuno è finito in ospedale e che nulla di quanto ho cucinato è stato scaraventato dalla finestra assieme al vecchio anno). bollicine made in Italy

Potrei mettermi a fare il solito discorsone sull’utilizzo degli spumanti brut come vini da tutto pasto, sottolineando quanto sia riduttivo nei loro confronti relegarli al solo ruolo di vini-aperitivo o di vini da brindisi, potrei farlo, ma non lo farò. Prendendo ispirazione dalla prefazione de I pensieri oziosi di un ozioso, la prima opera pubblicata da Jerome Klapka Jerome (uno degli autori più spassosi di tutti i tempi), mi verrebbe da dire che:

“Nessuno dei miei post ha la pretesa di insegnare alcunché, tanto meno questo. Questo mio blog non eleverebbe una mucca e in coscienza non posso raccomandarlo per nessun utile scopo se non quello di offrirvi un diversivo quando sarete stanchi di leggere i mille blog più belli e i cento siti più eruditi sul vino”.

Ciò che ho la pretesa di fare è continuare a raccontare le mie esperienze enologiche, i miei personalissimi viaggi (reali e non) alla scoperta di un mondo che sto ancora imparando a conoscere e che mi regala emozioni sempre nuove e sorprese più o meno piacevoli. Se qualcuno, leggendo quanto scrivo, ne trarrà informazioni utili ad arricchire il proprio bagaglio di conoscenza o alimenterà la propria curiosità per il mondo del vino ne sarò lieto (e nel caso in cui, dopo aver alzato il gomito, volesse esprimere la sua gratitudine sarò altrettanto lieto di fornirgli l’IBAN del mio conto per una gentile donazione).

Mettiamo al bando le ciance e torniamo al nostro Prosecco di Treviso Doc. Quelle che hanno sapientemente accompagnato il cenone di Capodanno erano con precisione due bottiglie di Prosecco D.O.C. Treviso Frizzante “Spago” prodotto dall’Azienda Agricola Colli Asolani della famiglia Bedin, gentile omaggio di zio Alberico e zia Luisa. Questo magnifico spumante prodotto vinificando in purezza uve glera, la base del Prosecco (la disciplinare ne impone una quantità minima dell’85%), ha esaltato l’antipasto di gustosissimi vol-au-vent accompagnati da una vellutata di zucca, opera delle sapienti mani di mia sorella, e si è dimostrato un ottimo partner per entrambe le portate preparate da me: il risotto spumante e gamberi e i gamberoni alla paprika (flambati con il calvados).

Prosecco D.O.C. Treviso Frizzante “Spago”  - Azienda Agricola Colli Asolani

Prosecco D.O.C. Treviso Frizzante “Spago” – Azienda Agricola Colli Asolani

Questo ha tutti gli attributi per essere definito (da me che non sono né Luigi Veronelli, né Luca Maroni, né nessun altro santone dell’enologia nazionale, ma solo un ozioso enostoppista)  un signor spumante. Nel bicchiere si è presentato di un colore giallo paglierino scarico, limpido e brillante, con un perlage lieve e poco persistente (ma non è mica un difetto). Al naso ha regalato un profumo intenso e caratteristico di frutta bianca (pera su tutti) con una lievissima nota di pane fresco data dai lieviti e un accenno di mandorla. Il sapore è gradevolmente armonico, con una buona corrispondenza degli aromi avvertiti al naso, acidità e sapidità sono in perfetto equilibrio e il finale del sorso dà una gradevole sensazione di pulizia della bocca e offre un retrogusto lievemente amarognolo e delicato. Non so se si sia trattato di un fortunato abbinamento con i piatti della cena o se più semplicemente il merito sia tutto del grande eclettismo che gli spumanti offrono negli abbinamenti, fatto sta che l’esperienza è stata veramente soddisfacente. L‘unica cosa che sento di suggerirvi caldamente è quella di provarlo perché io e i miei commensali ne siamo stati più che piacevolmente sorpresi. Se vi ho incuriosito e volete approfondire la questione a questo link trovate la scheda tecnica del Prosecco D.O.C. Treviso Frizzante “Spago”  dell’Azienda Agricola Colli Asolani http://www.colliasolani.it/portfolio_item/prosecco-d-o-c-treviso-frizzante-spago/

Nel caso in cui non aveste festeggiato l’arrivo del nuovo anno con il necessario quantitativo di bollicine non preoccupatevi, c’è sempre tempo per tornare sulla retta via, la storia di chi fa una cosa il primo dell’anno e poi la fa tutto l’anno vale solo in positivo. Se invece la vostra mancanza è dovuta al fatto che siete completamente astemi, posso solo dire che mi dispiace per questa vostra triste malattia. Ah, quasi dimenticavo le buone maniere: Buon 2014 a tutti! (anche agli astemi, ovviamente)

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