Le Beaujolais Nouveau est arrivé…(da qualche giorno)

«Spillate, gente, il vino che sgorga nuovamente dalle botti: un vino discreto, pieno e agile come uno scoiattolo nei boschi, un vino che non sa affatto di marcio o di acre. Corre il vino sulla feccia, asciutto e vivo, chiaro come le lacrime del pescatore, un vino indissociabile dalla lingua. Guardatelo inghiottire la propria schiuma, osservatelo mentre saltella, scintilla, frigge. Tenetelo per un po’ in bocca, sentirete il suo sapore arrivarvi nel cuore»

(le Jeu de Saint-Nicolas, Jean Bodel d’Arras, 1200 ; testo pronunciato dal banditore di vino Raoulet per annunciare l’arrivo del vino novello nelle strade di Parigi).

Ogni anno, il terzo giovedì di novembre ricorre l’uscita del Beaujolais Nouveau, uno dei vini francesi più conosciuti e senz’altro il più celebre dei vini novelli. Come quello di altri vini novelli, l’arrivo del beaujolais nouveau preannuncia l’arrivo della stagione autunnale. Quest’anno il giorno d’uscita (o di immissione sul mercato, se preferite) del beaujolais nouveau è stato il 21 novembre, giusto una manciata di giorni fa, e i nostri cugini d’Oltralpe ne hanno approfittato per festeggiare il loro celebre vino novello come noi abbiamo fatto con il nostro a San Martino.

le BN est arrivé

Gli eventi in programma per la festa del beaujolais nei paesi di BeaujeuVillefrancheBelleville Tarare, sono stati numerosi e ricchi anche quest’anno: concerti, spettacoli teatrali ed anche la consueta maratona del Beaujolais che ogni anno richiama centinaia di partecipanti. Ma l’arrivo del beaujolais nouveau non è solo una festa di piazza: nei loro calici, addetti ai lavori e appassionati ogni anno possono degustare un prodotto che riassume un’intera filosofia produttiva. Il marchio del Beaujolais infatti, raggruppa più di cinquantanove viticoltori che adottano nelle loro azienda una metodologia volta a rispettare principi di qualità nell’intera filiera produttiva.

Del processo di macerazione carbonica con il quale si ottiene il beaujolais nouveau, ho già scritto nel post  Novembre, trionfo del vino nuovo e del novelloma  ovviamente mi pare corretto dare qualche notizia in più su questo vino. Il discorso Beaujolais non può esaurirsi qui. Innanzitutto, visto che il vino è un prodotto della lavorazione delle uve, non si può omettere il nome del protagonista della storia del beaujolais nouveau, ovvero il vitigno (l’unico) da cui provengono: il gamay noir à jus blanc (o più semplicemente gamay) coltivato nella regione del Beaujolais,  nel cuore della regione francese delle Rhone-Alpes. 

Gamay noir à jus blanc

Gamay noir à jus blanc

Per ottenere un vino fresco e beverino, aromatico e fruttato, il viticoltore sceglie una macerazione breve compresa tra i 4/5 giorni al massimo. Allo scopo, è richiesta una perfetta padronanza della tecnica poiché un travaso eseguito tre ore prima del dovuto darà origine ad un vino eccessivamente leggero e privo di colore; al contrario, il prolungarsi della fermentazione in presenza delle vinacce conferirà al vino novello un carattere diverso, dai tannini più accentuati.

Come quasi tutti i vini prodotti con macerazione carbonica, anche il beaujolais nouveau è caratterizzato da importanti sentori fruttati, in particolare fragola, lamponi e frutti di bosco, da grande morbidezza e da livelli tannici bassi, risultando subito pronto da bere e privo della struttura necessaria per l’affinamento e l’invecchiamento. Il colore è caratteristico, vivace, brillante e va dal rosso fino al porpora intenso, con riflessi violacei.

La regione del Beaujolais

La regione del Beaujolais

Due sono le denominazioni per il beaujolais nouveau: i beaujolais e i beaujolais-villages. Una superficie di 16 000 ettari coltivati a vite dà origine non ad uno ma a più beaujolais nouveaux, le cui caratteristiche variano in base ai terroirs e al tocco personale dei singoli produttori.  La denominazione beaujolais raggruppa 72 paesi siti nella parte meridionale ed orientale del vigneto. Coltivata su terreni calcarei-argillosi e granitici, per metà viene messa in commercio con la denominazione Beaujolais nouveau. Rappresenta i 2/3 della produzione di beaujolais nouveau, ovvero 330 000 ettolitri nel 2001.
I beaujolais-villages sono tipici di 38 comuni dai terreni granitici ed innumerevoli pendii. Rappresentano 1/3 dei vini “nouveaux” : nel 2001, 120 000 ettolitri di beaujolais-villages sono stati commercializzati con l’etichetta “beaujolais-villages nouveau”.
Tra gli anni cinquanta, in cui l’Ufficio delle Entrate Indirette autorizzò il rilascio precoce dei vini novelli, e la fine del ‘900, sono nettamente aumentati i quantitativi prodotti e l’estensione delle superfici coltivate a vite:
– dai 14 680 ettari del 1954 il vigneto è passato a 15 422 ettari nel 1961 e 22 500 ettari attualmente. Questa superficie è stabile in quanti i diritti di piantatura sono sospesi.
– la produzione di beaujolais nouveau è cresciuta da 15 000 a 450 000 ettolitri mediamente. L’incremento deriva dall’impressionante successo mondiale di questo vino che ha dato vita a un vero e proprio fenomeno sociale.

Ecco le preziose informazioni storiografiche (e non solo) che qualche anno fa Enrico Malgi forniva sul blog di Luciano Pignataro:

Prima che arrivassero i Romani, il Pays Beaujolais era abitato da tribù galliche: gli Edui a nord e i Segusiavi e i Liguri a sud. Di quel periodo sono ancora presenti sul territorio come testimonianze alcuni dolmen e menhir. Nell’anno 967 un grande proprietario terriero, un certo Berard, costruì insieme con la moglie Vadalmonde una cappella mariana all’interno del castello di Pierre Aigue, nell’alta valle dell’Ardieres. In seguito, questa cappella divenne la “Collegiata Notre Dame de Beaujeu”, da cui derivò poi il termine Beaujolais. Ci troviamo in un territorio di oltre 1.600 chilometri quadrati a sud della Borgogna e confinante con la Cotes du Rhone e precisamente tra le città di Macon a nord e Lione a sud e bagnato dai fiumi Saona e Loira. Ha un’estensione vitata di 22.700 ettari, che riguardano 147 comuni riuniti in 12 cantoni.

La AOC Beaujolais comprende dieci crus regionali: Brouilly, Saint-Amour, Chiroubles, Chénas, Cote-de-brouilly, Fleurie, Juliénas, Morgon, Moulin-à-Vent e Régnié. Qui viene coltivato, generalmente col sistema ad alberello, un vitigno denominato “Gamay Noir à Jus Blanc”, originario proprio della Borgognacol quale viene prodotto un vino con metodo tradizionale, che rappresenta i due terzi dell’intera produzione vitivinicola. La restante percentuale è costituita dal Beaujolais Nouveau, o en premier, che ufficialmente esiste dal 13.11.1951 (secondo una normativa del Journal Officiel), anche se era già in commercio da molti anni prima. C’è anche una piccola area coltivata con lo Chardonnay e l’Aligotè con i quali si vinifica il Beaujolais blancs, che non c’entra assolutamente niente col noveau. Esiste, inoltre, anche una versione rosé, con l’uva Gamay.

Alcune originali etichette di beaujolais noveau

Fino al 1985 la data fissata per l’uscita sul mercato del noveau era il 15 novembre, che poi fu spostata all’attuale terzo giovedì di novembre. In tutti i bistrots francesi ancora adesso si aspetta con ansia questa data, tanto che quando arriva viene accolta con lo slogan “le Beaujolais Nouveau est arrivé”. Si producono circa 450mila ettolitri di vino per oltre 50 milioni di bottiglie, le quali vengono spedite in tutto il mondo.

Ho messo in agenda, senza per ora fissare una data, una visita nella regione. Il guaio è che la mia agenda ideale di viaggi e visite è talmente affollata di appunti che per realizzare ogni mio desiderio dovrei sposare una ricchissima ereditiera e trascorrere le mie giornate viaggiando e bevendo. Di sicuro non si tratta di un viaggio nella Napa Valley, il Beaujolais è realmente a due passi e quindi forse riuscirò ad andarci, e magari a raccontarvi la mia esperienza quassù. Chissà…

Se siete degli intenditori o se semplicemente amate il buon vino, la festa del beaujolais nouveau (ovviamente mi riferisco a quella del prossimo anno, per il 2013 ormai siete/siamo clamorosamente in ritardo) potrebbe essere l’occasione per visitare una meta alternativa alla capitale francese e conoscere una delle più importanti regione d’Europa per la produzione di vini. Se volete informazioni supplementari vi consiglio di visitare il sito ufficiale della Strada dei vini di Beaujolais.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...