Un lago diVino – Kalterer Weintage 2012

Il primo assaggio spesso è di quelli che non si dimentica, per via di sensazioni nuove, mai provate, e quasi sempre è in grado di dirti con sincerità se ciò che hai assaggiato ti è piaciuto. Certo, poi servono altri assaggi per fissare meglio il gusto nuovo e comprenderlo appieno, ma il primo non mente mai. E il mio primo assaggio del Trentino Alto Adige, o meglio delle province autonome di Trento e Bolzano, è stato un week end ricco di soddisfazioni eno-gastronomiche. Brevissimo ma intenso, una toccata e fuga, ma senza dubbio un’esperienza che non vedo l’ora di ripetere per conoscere meglio una regione incantevole e le sue prelibatezze, specialmente quelle enologiche.

Uno scorcio del lago di Caldaro

Uno scorcio del lago di Caldaro

CALDARO – Arrivare a Caldaro sulla Strada del Vino (Kaltern an der Weinstraße in tedesco) da Trento percorrendo proprio la Weinstraße  che si snoda alla sinistra (ovviamente in direzione Bolzano) della vallata del fiume Adige è un’esperienza assai piacevole per la vista, specie se la Weinstraße la percorrete al termine dell’estate. Una distesa di vigneti da mozzare il fiato con sullo sfondo dolci colline e montagne che si innalzano ai margini della valle del riottoso Adige. Un serpente di asfalto che disegna dolci curve in mezzo a viti colme di grappoli quasi pronti a trasformarsi in nettari di ogni tipo. Oltrepassato Roverè della Luna, ultimo comune della provincia di Trento sulla strada provinciale 80 (quella che poi diventa la Strada del Vino), si entra nell’Alto Adige e si è catapultati in un altro mondo. La sensazione è quella di trovarsi in Austria, spariscono i cartelli stradali in italiano e compaiono quelli in doppia lingua (e la prima è proprio il tedesco), muta l’architettura delle case e i balconi e le finestre straripanti di gerani in fiore ci dicono: benvenuti in Alto Adige….o come si usa da queste parti willkommen in Südtirol o (in ladino) bëgnodüs te Südtirol.  Continua a leggere

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I profumi del Trentino-Alto Adige in una cena in riva allo Ionio

Una gamba rotta può essere una scusa più che sufficiente per essere coccolata e viziata. Se la destinataria delle coccole è una sorella che non vedi da qualche mese per via degli impegni di lavoro e della distanza (non eccessiva, ma comunque esistente) che ci separa durante il resto dell’anno (lei vive in provincia di Pisa e io a Roma) è lapalissiano che non si tratta di un problema dispensare effusioni nei suoi confronti. Se al naturale amore fraterno aggiungete la mia personale passione per la cucina (e la vanità da presunto genio dei fornelli in cerca di attestati di stima) capirete che la proposta di preparare per lei (e non solo) un risotto mele e speck mi ha trovato entusiasta. Entusiasmo che è stato sapientemente accresciuto dalla promessa di farmi assaggiare in abbinamento un bianco alto-atesino scoperto da poco grazie ad una serata di abbinamenti vini-risotti organizzata dalla Cantina Tramin a Termeno sulla Strada del Vino (non ci crederete ma il comune si chiama proprio così) in provincia di Bolzano. Le meraviglie della Notte degli Aromi, raccontata nei dettagli dalla mia sorellina, mi hanno convinto a cimentarmi nella sfida di una cena trentino-alto-atesina nell’insolita location di una terrazza con vista sullo Ionio.

Individuata la ricetta ideale sul sito  di Giallozafferano e fatta la spesa per acquistare gli ingredienti mancanti, ho accettato e vinto (a giudicare dai commenti entusiastici dei partecipanti alla cena) la sfida con il risotto.

Risotto mele e speck

Il vino scelto per l’abbinamento da mia sorella è in assoluto il miglior gewürztraminer che abbia mai assaggiato e, a detta di numerosi operatori del settore, uno dei migliori che il panorama vitivinicolo italiano propone: il Nussbaumer della Cantina Tramin. Si tratta di un Alto Adige Doc che ha conteso al risotto la palma di star della serata e, detto senza piaggeria alcuna, a mio avviso l’ha anche vinta.

L’annata della bottiglia finita in tavola per accompagnare il risotto è la 2011 che sul sito della Cantina Tramin è descritta così:  Continua a leggere