Metti un sabato a Orvieto…

Metti un sabato di lavoro a Orvieto. Sveglia all’alba e come un mantra parte la sequela di maledizioni verso l’ideatore del convegno politico che ti costringe alla levataccia, perché la sessione di dibattito inizia alle 9.00 e per esser a quell’ora operativi nella splendida cittadina è necessario acciuffare necessariamente un treno, che da Roma mi conduca in terra umbra, intorno alle 7.00. Tra acrobazie di ogni tipo, senza aver fatto colazione parto dalla stazione di Roma Termini alla volta di Velzna (è il nome etrusco di Orvieto).

L’arrivo è previsto per le 8.30 e quindi per un’oretta mi immergo nella lettura delle informazioni sulla città e sulle  prelibatezze enologiche della zona che sono riuscito a stampare il giorno prima.

L’Orvieto è uno dei vini italiani più famosi, in Italia e nel mondo. I primi a coltivare la vigna, scoprendo la vocazione di questi terreni, furono gli Etruschi, i quali facevano fermentare i mosti nelle grotte scavate nella rupe tufacea su cui si erge la cittadina. Durante tutto il Medioevo, il periodo di maggiore ricchezza della città di Orvieto, l’Orvieto divenne il vino dei papi e divenne una delle principali risorse per finanziare la costruzione dello stesso Duomo: gli appalti per la costruzione dell’edificio, ma persino le commesse per la realizzazione di opere d’arte e affreschi vennero in parte pagati proprio con il preziosissimo vino. Continua a leggere