Natale di…vino

Avevo promesso di raccontarvi dei miei assaggi dei vini della Valpolicella, ma come spesso capita, vuoi per il poco tempo a disposizione, vuoi per una mia certa pigrizia, le mie buone intenzioni sono andarsi a farsi strabenedire (per ora) e la scaletta delle priorità è cambiata. A causa del mio nuovo lavoro non ho avuto l’occasione di tornare in Calabria per le feste natalizie, pochi giorni sbocconcellati di ferie e concessi all’ultimo istante non mi hanno permesso di programmare il viaggio e mi è toccato rimanere a Roma. Passare il Natale lontano da casa non è una consuetudine per me e per l’occasione ho ricevuto la gradita visita di mia sorella e di un amico. Gradita soprattutto per la compagnia che mi ha consentito di non trascorrere il Natale in solitaria, ma anche per le bottiglie di vino trentino che hanno viaggiato per Roma al loro seguito e sono state fra le protagoniste della tavola in quei giorni.

Fra lunghe dormite e una fastidiosa pioggia, i miei ospiti hanno visto poco della città eterna, che per inciso già conoscono. Se l’aspettavano traboccante di gente piena di luci e rumori, ma nelle poche sortite da casa hanno trovato davanti ai loro occhi una Roma bagnata, poco illuminata e deserta. Ho provato a spiegar loro che lo spettacolo deludente che ammiravano era frutto di alcuni fattori di cui non si può non tener conto: l’ora in cui si stava passeggiando, più precisamente il giorno e l’inclemenza del tempo. Chi pretendi che si attardi a passeggiare per via del Corso, piazza di Spagna e via dei Condotti dopo le 20 della vigilia di Natale, con i negozi chiusi e la pioggia mentre a casa le tavole sono già imbandite? Ricevuti come risposta dei sorrisi poco convinti si è tornati a casa e via ai fornelli per il cenone: tartine al caviale e alla crema di salmone, spaghetti alle vongole, gamberoni al gratin, insalata verde, strudel di mele del Trentino e dolci tipici di Natale made in Calabria (opera delle sapienti mani di mia madre).

Utilizzando come sponda i piatti a base di pesce, da padrone di casa ho portato in tavola un paio di bottiglie di bianco sicuro dell’effetto che avrebbero fatto sui miei ospiti. L’onere e l’onore di aprire il pasto per accompagnare le tartine in attesa della pasta è toccato a una bottiglia di Torre del Sole Villa Armellini, un Velletri doc superiore, vendemmia 2009. Un blend, prodotto dalle Cantine Co.pro.vi., di malvasia puntinata (60%), trebbiano toscano (30%) e bombino (10%) raccolte verso la fine di settembre nei comuni di Velletri, Cisterna e Lariano con una resa per ettaro di 80-90 quintali. Questo Velletri doc superiore nel bicchiere fa il suo figurone presentandosi di un bel giallo paglierino con riflessi dorati. Un bianco che possiede un aroma fruttato dolcemente speziato alla vaniglia e delicati sentori di agrumi, dal gusto armonico e una calda densità di contatto (13° % vol.), ricco di estratti e con la giusta consistenza e persistenza. Risultato della sua apparizione: ospiti piacevolmente sorpresi e bottiglia quasi finita prima dell’arrivo in tavola degli spaghetti alle vongole. Continua a leggere