Rigogolo, il canto ammaliante e longevo dell’Albana di Andrea Bragagni

Un gioco di rimandi incessanti sul filo dell’eresia e della sacralità. Un vino emotivo di quelli che ti smuovono la pancia e ti squassano la mente. Meravigliosamente inaspettato. Caleidoscopio di profumi e di emozioni. Il Rigogolo di Andrea Bragagni, da Brisighella, è ruvido e gentile, ti sconvolge e poi ti riconcilia con la terra, con i tuoi ricordi, con le persone. Un vino “colorato” come il simpatico pennuto da cui prende il nome e molto, molto longevo.

Autentico figlio della Romagna, verace e terragno, in tutte le sue sfaccettature. L’uva da cui si ottiene questo Ravenna Bianco Igt originale e per nulla convenzionale è l’Albana, vitigno a lungo bistrattato e sottovalutato dagli stessi produttori locali ma capace di regalare vini dalla forte personalità.  Continua a leggere

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Enorassègnati 5 – Le letture più sfiziose dell’ultima settimana scelte per voi

Poche chiacchiere, ormai l’appuntamento con questa enorassegna è stato praticamente istituzionalizzato e, come potete notare, ha raggiunto anche una certa consistenza: sono 22 i link che vi propongo questa settimana. Notizie, curiosità, riflessioni e degustazioni, numeri, gossip e politica. C’è un po’ di tutto. Divertitevi a leggere come ho fatto io.

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Enorassègnati…e 4 – Le letture più sfiziose dell’ultima settimana scelte per voi

E siamo a quota quattro. L’enorassegna settimanale di Vinosofia (ormai ho deciso, sarà questa la formula definitiva con cui confezionerò questa subdola tortura elaborata per i temerari lettori di questo mio pretestuosissimo blog) è giunta al suo quarto appuntamento e sta diventando già un cult. Ovviamente scherzo, ma lasciate che mi pavoneggi un po’ visto che qualche affezionato lettore mi ha confessato di trovare questa rassegna interessante e piena di spunti sfiziosi.

Come potrei definire l’amico mentalmente (e epaticamente) disturbato che visita con frequenza le pagine deliranti della mia creatura nel tentativo di trovare qualcosa di interessante? Tapino? Forse. Tappino, no. Anche se non è un’allusione all’altezza potrebbe risultare sgradevole. Come non detto, lo chiamerò semplicemente “amico”. E allora, per soddisfare la sete di notizie del mio amico e di ogni altro enocurioso eccovi Continua a leggere

Enorassègnati 3 – (A volte ritornano…) Le letture più sfiziose dell’ultima settimana scelte per voi

Eccoci al terzo capitolo di questa enorassegna, spero gradevole e gradita. Ci sto prendendo l’abitudine e anche gusto al punto che questa volta ho persino ridotto l’intervallo tra un post e l’altro per proporvi una rassegna settimanale. Personalmente lo trovo un buon segnale per la salute di questo  mio blog: punzecchiarmi da solo ogni due settimane (o anche più frequentemente come è successo questa volta) per questo appuntamento mi dà l’opportunità di aggiungere con una certa frequenza contenuti nuovi al blog e non solo.

A suo modo è anche uno stimolo a produrre qualche post su eventi di degustazione, assaggi casalinghi, viaggi e altro ancora da infilare tra un’enorassegna e l’altra. Potrebbe dunque rivelarsi un’arma contro la pigrizia di chi scrive, cosa che negli ultimi mesi ha condizionato l’aggiornamento di Vinosofia. Venendo alla ciccia, a cui vi rimandano i link che vi propongo di seguito, anche questa volta non mancano le chicche. Continua a leggere

Enorassègnati – Le letture più sfiziose delle ultime due settimane scelte per voi (2)

Eccoci alla seconda puntata della mia personale Eno-rassegna. Di letture interessanti e sfiziose in queste due settimane ne ho fatte parecchie. Alcuni articoli mi hanno strappato un sorriso, altri mi hanno fatto riflettere (e molto), qualcuno mi ha persino intristito. Di sicuro qui di seguito trovate quelli che a mio modesto parere vale la pena leggere sia che vogliate farlo solo per diletto e scoprire la passione per l’Amarone di Quintarelli coltivata da LeBron James, sia che abbiate intenzione di informarvi sulle potenzialità enologiche della Russia o su quale etichetta stappare per il vostro amico a quattro zampe (sia esso un cane o un simpatico micio). Se non trovate la selezione di vostro gradimento enorassegnatevi: il gioco qui lo conduco io. Buona lettura.

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Enorassègnati – Le letture più sfiziose della settimana (?) scelte per voi

Avevo da tempo in testa il progetto di costruire una sorta di rassegna stampa settimanale di articoli e pubblicazioni sfiziose dedicate al mondo del vino. Per pigrizia e impegni vari avevo accantonato questa idea, limitandomi a raccontare saltuariamente su questo blog alcune delle mie personali esperienze nell’enomondo.

Complice un insperato sprazzo di tempo libero e le ultime letture effettuate online (alcune molto interessanti, altre esilaranti e qualcuna persino inquietante) ho deciso di rimediare a questa mancanza (nei miei confronti, ovviamente) e far partire questa rubrichetta che, rassegnatevi, ha la presunzione di proporvi alcuni tra gli articoli e i post più stimolanti tra quelli pubblicati in rete e in cui mi sono imbattuto negli ultimi dieci giorni. Continua a leggere

Susucaru 2016 di Frank Cornelissen: una bevuta dalle piacevoli conseguenze

“De Frank Cornelissen”, ovvero di quel meraviglioso pazzo belga innamorato dell’Etna al punto da eleggerlo a luogo ideale per viverci e farci il vino, con la V maiuscola. Se nessuno ha mai fatto un trattato su quest’uomo e sui suoi strepitosi vini, io mi candido volentieri alla fatica immane di imprigionare quest’anima ribelle e la sua filosofia in un volume da tramandare ai posteri.

Come scrive Andrea Petrini sul suo blog, Percorsi di Vino:

“Frank Cornelissen ama la viticoltura naturale e il Nerello Mascalese che, a suo modo di vedere, possiede il frutto e l’eleganza del Pinot Nero di Borgogna e i tannini asciutti del grande Nebbiolo Piemontese.
Diventato quasi un maestro Zen nel suo campo, fonda la sua filosofia produttiva sul principio che l’uomo è incapace di capire la Natura nella sua totalità, la sua complessità e le sue interazioni e, per tale motivo, osservando i vari cambiamenti energetici e cosmici, ha scelto di assecondare Madre Natura anziché fare di testa propria.
Tutto questo per dire che il nostro vignaiolo lascia la sua terra completamente libera, non solo dalla chimica, ma anche da tutte le altre lavorazioni, anche di tipo biodinamico, perché dimostrerebbero l’incapacità dell’uomo di assecondare la Natura”.

Purtroppo non ho ancora avuto la fortuna di incontrare Cornelissen, ma presto spero di avere un po’ di tempo per andare a scovarlo a Solicchiata, pendici nord dell’Etna, dove ha materializzato in vini da sogno l’essenza della Montagna, come la chiamano da quelle parti. Per ora, in attesa di potermi dedicare al “De Frank Cornelissen”, mi limito a raccontare una delle personali e recentissime esperienze d’assaggio di uno dei suoi eccezionali vini, il Susucaru, bevuto non da solo. Continua a leggere